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Riflessioni 14 giugno 2012 · lettura 1 min · 2228 letture

Non credo più

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Troppe le volte in cui gli abbagli s'abbatterono sulle iridi irrisolte e grondanti intermittenze, che spesso deformavano i concetti dissuadendomi il reale Ora, ostino mani e punto piedi tra paraventi e le distanze ove, poche son le scuse degli azzardi lenenti mentre, di perenne attesa, rimane l'amara assoluzione. - Non credo più - è la frase che più temo, ancor più se pronunciata durante il sogno incarnato, dalle labbra marziane d'un solstizio d'eventi lontani e coincidenti, - cuori in atlantide - navigano l'infelice vociare delle sillabe d'oro orifizi e pot- pourri d'illusione, - d'assuefatti alle corde - schiavi, in cerca di cime o semplice appiglio dalla follia spezzate cime dai melodrammi nella latitante simbiosi d'anime forgiate dall'eterna ricerca
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (12)

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Angela Fragiacomo14 giugno 2012

amare disillusioni, quante ne collezionamo nel corso della vita... ed a quante ancora andremo incontro, nella ricerca, alla quale non possiamo sottrarci, poiché è dell'anima naturale tendenza e tensione... forse sono le aspettative che ingannano, non le intenzioni e le azioni... profonda e dolente riflessione, nel collaudato stile redentiano, apprezzata e condivisa

carla composto14 giugno 2012

forte riflessione che condivido... momenti di illusione per poter sfuggire a pensieri folli, in una realtà ormai che più non s'addice a ciò che sino ad ora abbiamo creduto... una vita piena d'abbagli in anime all' eterna ricerca di noi stessi... bellissima ... eccellente lirica

Patrizia Ensoli14 giugno 2012

- Non credo più - Una frase temibile, dove c'è resa, senza appello esauritesi le forze, tra desideri infranti sogni, non realizzati ... " Labbra marziane " che a me personalmente, fanno pensare all'alienazione dell'individuo, percosso da fallimenti e delusioni in uno stato mentale, pericoloso... Una chiusa dove invece appare la forza, o la durezza ... di un domani Eccellente!!

Francesco Rossi14 giugno 2012

Un colore sfumato accompagna i versi di questa composizione che appesa a un sottile filo sembra spezzarsi ma, l'abilità dell'autore riprende in mano salda le particolarità e nell'eterna ricerca si cala nell'universale.

Quanti abbagli che sono all'origine di sbagli che alla fine non riusciamo più a perdonarci. e ancora cercare, senza più fede nel domani, senza più la certezza di trovare l'appiglio. Molto vera e di quotidiana sperimentazione realtà legata al limite umano.

S
Sadness14 giugno 2012

ci si arrampica agli specchi per non cadere, non farsi male e non fare del male a nessuno ma nei troppi tentativi mancano le forze, è allora che ci si lascia scivolare per riprendere forza, analizzare e analizzare ... amara, una lirica che rispecchia parte di un comune e frequente vissuto, piaciuta molto

Giuseppe Boccanfuso14 giugno 2012

Non credo più...ed il mio credo abbandonerà il sorriso per scivolare nell'apatia del vissuto e del vivere che verrà...ma dentro l'ennesimo esame, rivedo e ripercorro quel cammino di vita che mi accompagnerà nelle soluzioni che verranno. STRAORDINARIA.

C

una poesia molto sofferta, le pareti degli specchi in cui ci si arrampica sono scivolose, angoscia è presente, ottima poesia

Jade14 giugno 2012

Quando si è in perenne attesa di conferme dall'esterno, non bastano terapie, cambi di prospettiva, confronti di opinioni, buoni consigli. Quell'attesa resta lì, rintanata nello stomaco, pronta a prendere il sopravvento al primo segnale potenzialmente positivo, per poi frantumare le speranze, perché quello che ci si aspetta da fuori o non è mai abbastanza, o non esiste, e basta. Per salvarsi da questi meccanismi alla fine autodistruttivi, serve riabilitare l'immagine di sé, affrancarsi da questa fame inesauribile di (inutili) conferme. E ci si prova magari, raccattando i pezzi ogni volta che ci si sente annientati, fino alla prossima occasione. BELLISSIMA SEPPUR DOLENTE INTROSPEZIONE.

P
Paolo Morganti15 giugno 2012

Ma cosa può essere creduto oltre a ciò che si pone davanti ad ogni essere dall'alba al tramonto? Cosa ci su deve domandare prima ancora di lasciarsi andare, quali certezze si cercano quando sono già certe? Possiamo attaccato alla fede, alla realtà al fato, rimane il fatto che la risposta al credo di vita non esiste, forse nella luce si avrà risposta ma per adesso ci si accontenta di credere in noi.

Rita Stanzione15 giugno 2012

"non credo più",una condanna all'apatia, al lasciarsi scorrere senza direzione..."cuori in atlantide/navigano..."originalità e potenza nei versi dell'autore, com'è solito il suo esprimere le emozioni

f
filiberto15 giugno 2012

Spesso gli abbagli confondono la visione della meta e ingannano, come i miraggi: ma anche se essi non sono veri, perché non credere ugualmente? C'è il rischio delle illusioni, ma il credere non è solo ingenuità, è semplicemente molto bello. Per quanto riguarda i versi, lo stile, la poesia, l'Autore da tempo naviga nell'eccellenza. Complimenti.