Dèjà vu

Come una vela sfilacciata di tempeste
lascio filtrare strappi
oltre le ciglia, come tende mosse al vento di marina
macchie di nostalgie
spine muffite
sedimentate nel profondo delle rughe
sulla buccia di banana d'ogni giorno
come Charlot
continuo a scivolare
tra ilari smorfie ibride di fiele
perché si chiama vita
questo peregrinare delle rotule sui sassi,
ami di seta
appetibili inganni
sogni stantii
fra i ritagli di scheletrici bisogni
non l'ho mai visto in faccia
il mio Pierrot,
d'appresso come l'ombra della sera
sovrappone
dèjà vu,
lacrime di bistro
perle d'ebano su una tela inespressiva
appesa al chiodo
anonimo d'autore
quanto vale
un metro d'anima graffita d'alabastro
sotto virgole di pece
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
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