Assenza
Se ancora la tua candida voce impastata
riempisse gli antri vuoti del mio cuore
saprei forse di che tempra forgiare
le mie tristi molli membra
ma del dolce tuo dire, ahimè,
non mi rimane neppur l'eco.
Le tue parole eran profezie
che sapevan di saggezza antica,
retaggio dei greci nostri maggiori.
E musica mi pareva
di sentire col proferir tuo,
armonie di semplice dolcezza.
Il concento della cadenza
che placidamente cullava
la quieta orazione tua
mi calmava da qualsiasi affanno
e tutto con nuova calma e
vigor nuovo pativo contento.
Quale procella non avrei affrontato
teco, quale inusitata disgrazia?
Ove gli altri mancavano
a sostenermi, c'eri tu, fedele.
Ove gli altri celeri scomparivan
tu luminosa mio faro splendevi.
Oggi mi volgo a mirar le foto
che ci ritraggon ancor assieme
felicità scorgo in ciò che eravamo.
Ma l'immagine rapida sbiadisce,
ben diversa la realtà che
per sempre ci ha divisi.
Ora che mi appresto a dar
gli esami che forse maturo
m'annunceranno infine
solo su di me potendo contare
taccio nel silenzio che mi stringe per
sentire ancora un ultimo sussurro.
©
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
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