Zap, zap, zap, zap
Zap, zap, zap zap... è il fruscìo dei tuoi occhi passerotti,
occhi che sembravano in gabbia,
e volavano da una prigione
zap zap era lo zapping delle mie emozioni
che saltavano, ferite, in ferite di sentimenti
ma zap significa anche zappare.
Zappare è il simbolo della fatica
di un contadino che ara la terra pezzo per pezzo
e così pare di zappare la fatica del vivere
centesimo per centesimo, goccia di sudore
dopo goccia di sudore
e pare di doversi"zappare" persino gli affetti
e ogni sorriso strappato all'universo
è un risultato del coltivare la vita.
Ma si zappa e si tracciano i solchi
persino con gli atti di gioia
di fiducia nell'infinito,
che ricambia con frutti ricchi di dolcezza
lo zappare continuo dell'amore fiducioso
di chi crede nel bene.
Continuo a sentire le dolcezze onomatopeiche
di questo suono di delizia
e cerco il loro senso, mentre continuo a cullarmi
in quella dolce e decisa melodìa
che sa recidere e penetrare
nel silenzio del cuore,
e ricorda la dolcezza delle ali
ma anche la fatica della terra:
zap, zap, zap all'infinito...
E ...un poco oggi, un poco domani, verso l'infinito.
©
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L'autore
cecilia piras
insegnante, coltiva da sempre la passione della scrittura.ha pubblicato i romanzi "leggere nel silenzio"e "Quando le ombre erano cristalli". le raccolte di poesie"abbracci da una stratosfera"e"cocci di tessere corsare".per lei la scrittura è un mezzo per liberare la creatività e raccontare la realtà.
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