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Sociale 24 giugno 2012 · lettura 2 min · 840 letture

Le mani

Marcello Comitini 33 poesie pubblicate
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Il giorno raggrinzito dopo una notte al buio distende le sue braccia lungo strade e strade dove passano uomini (nessuno resta immobile) uomini che vivono nel segno della pace uomini che dimenticano gli uomini che muoiono di fame o d’una guerra (lontana per fortuna). S’alzano di buon’ora, doccia e colazione. Baciano i bambini, escono per le strade, profumano di pulito, di sole e borotalco. Anch’io m’alzo al mattino, bevo caffellatte e prima d’andar via lavo le mie mani. Le immergo, l’acqua scorre chiara sempre più chiara scompare dal lavabo. Eccole le mie mani. Sono fredde e bianche pulite come marmo. Le mie mani stringono carezzano nascondono attirano respingono muovono nell’aria confini ben visibili. Poi quando il giorno stanco si chiude lentamente e spegne le sue luci nella notte buia, prima d’addormentarmi ho cura di lavarle perché non è accettabile che le miserie umane sporchino il sonno giusto di uomini senza colpe. Quest’alba che mi accoglie con un sorriso dolce, come una bimba nata fra braccia che la amano, tra sonno e veglia invita a guardarmi intorno. E all’improvviso grido “È sangue!” Le ho guardate prima di addormentarmi e certo nessuna macchia sporcava la mia pelle. Ricordo ch’erano bianche pulite come marmo. Ora di sangue sono sporche le mie mani. Qualcuno, chi?, ho ucciso. Qualcuno accanto a me, o forse era lontano?, mentre sognavo il cielo, moriva nella lama acuta del mio silenzio. Quando ho chiuso gli occhi e l’ho dimenticato lui moriva straziato dall’indifferenza.
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Gli uomini che vivono in pace con se stessi e con il mondo, individui perfettamente allineati, anche se non omologati, con il vivere quotidiano di tutta la società, spesso si assuefanno a uno stile che di vita che rischia di far dimenticare coloro che soffrono, che non sono fortunati come noi. E quando questo pensiero ci assale ci sentiamo colpevoli, involontari colpevoli, di questa dimenticanza. Avvertiamo così le nostre responsabilità, dirette o indirette che siano, nell’infelicità della sorte toccata a uomini sfortunati.

L'autore
Marcello Comitini

Marcello Comitini nasce nel 1945 a Catania dove compie gli studi classici e si laurea in Giurisprudenza. Dopo alcuni anni di insegnamento nelle scuole pubbliche, nel 1974 si specializza nell’analisi dei flussi lavorativi delle Aziende di Credito. Nel 1973 pubblica la raccolta di poesie “Un ubriaco è morto” con l’

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