Liceo
Per il giorno tetro
e il plumbeo ciel
tra le convulse
spiegazioni
e i sinceri sbadigli
di tacita disapprovazione
che voi con me,
coriacei automi,
avete condiviso,
vi dico grazie, amici.
Per la gioia
delle mattinate
scadute
nell'inerzia
e nella pigrizia
che i mentori nostri
talora c'hanno
benigni concesso,
per l'esultanza
che le circolari
dei molteplici nunzi
scatenavano
inconsapevoli
vi dico grazie, compagni.
Per le gite,
per i momenti goliardici
di bevute e risate,
e per i pianti
che improvvisi
di lagrime
ci solcavan le gote,
per gli abbracci
e i baci e le carezze
profusi
senza invidiar nulla
vi dico grazie, fratelli.
Per la bellezza
di un'unione
che vorrei
non fosse fallace,
bellezza
che noi
nelle infinite difficoltà
abbiamo saputo
gelosamente custodire
vi dico grazie, amici.
Ancora
non conscio
del traguardo raggiunto
fatigo a realizzar
che la fine è giunta:
le pareti e i banchi
e le finestre e le lise tende
non saran più
le stesse per noi.
Divertite le strade nostre.
Eppur nel cuor
sottile facella
la speranza alimenta
che il futuro
non tradirà il vincolo
che cinqu'anni or sono
ragazzini stringemmo.
Solo così
la tristezza
che comincia
a regnare in me
si placa un poco.
Del vostro affetto
privarmi non posso.
©
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
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