Il mulino

Non amai mai
quel che grondava dal tuo tetto,
o forse si.
Quest'io non sapevo,
ignoravo.
Pettegola vita mia,
in mente ed in cuor mai ha taciuto.
Verde di grigiore
la voce mai s'è ammutolita.
Mi sporgo un po' fiera
tra le mura d questa stretta casa.
Si...
io mai t'amai...
o forse si.
Questo non so dir
ch'è sprezzato l'amor dalla mente mia.
Vedo le rondini volare,
la loro ombra mi accarezza il naso,
son nere...
cenere un po' spenta sento tra le mani.
Mi rigetto incosciente
tra i lamenti di un cinico mulino,
stanco si bagna gli arti
nel fiume che la vita sua ha lasciato per via.
Gronda di sporco,
quello verde.
Melmoso pigola il cuor suo.
Io mai t'amai in mente mia...
o forse non saprei.
Su nevai ardenti lasciai la giovinezza,
ride tra i capretti
che ci han visti
spargere spore di sorriso.
Ora scopro
che mai t'amai in falsità,
un poco t'amai in verità.
Lentamente mi svesto
dai panni della bambina
che m'ha annerito la vita.
Abbatto il mulino,
lo sotterro tra i resti suoi.
E mai t'amai fedelmente
sol di lacrime germoglie.
E mai t'amai fingendo,
seppur per poco.
©
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