Sballi ravvicinati del quarto tipo
Poteva sentire il bianco della quotidiana sorte
Passeggiando, scendeva i campi di luce
e risaliva sopra un tetto di luna
Poteva sentire molto più di un desiderio
quando parlava delle cose andate
Passeggiando, copriva il tempo
con la coperta del piccolo sonno
e non era difficile sentire il bianco
del fulmine
Era come abituarsi a un freddo
di secoli e secoli sconosciuti
Poteva sentire nelle gambe un fuoco
e sorridere a nessuno
stanco come dopo l'amore
quando l'amore non è stanco
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Commenti (1)
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Omero Sala3 luglio 2012
Iperpercezione e sensibilità acutissima, capacità di cogliere e raccontare l'inesprimibile, potenza immaginifica e ritmo. La poesia, inoltre, è di una dolcezza trattenuta che commuove. Dovrebbe essere collocata nella categoria "amore", ma la sua intensità la porta a sconfinare con la "fantasia"... Quanto vorrei aver pensato io quel "sorridere a nessuno" ...
