E le ore

E le ore
che passano
lente
mi fanno
paura.
Specialmente
di notte
la notte
quando il cielo
si oscura
e la radio
si accende
di colpo
improvvisa una voce
che parla
e va via
e un motivo
che grida
nel vuoto
con la rabbia
e un pensiero
ammalato
concorde col suono.
Per
i sordi
lamenti
che vibrano
fuori
dai vetri
per quegli occhi
dispersi
diversi
che non hanno
mai sonno
e pudori.
Poi la luce
là fuori
con il giorno
oggi
peggio
di ieri
e la corsa
a un arrivo
che fugge
a una gioia
tradita
che muore
senza fare
rumore
nel buio
di una notte
che
arriva.
Con le ore
e le ore
che passano
lente
il soffitto
la radio
che si accende
di nuovo
nel buio
e una voce
che preannuncia
di nuovo
la luce.
Poi
una voce
da dentro
di noi
che ravviva
i colori
delle ore
che passano lente
in un giorno
diverso
la fuori.
©
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