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Riflessioni 5 luglio 2012 · lettura 1 min · 2716 letture

Gabbiano

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Il cuore d'un gabbiano s'infrange all'orizzonte saluto il suo declivio dicendogli addio quasi lo bacio, rimescolandomi il Gin da pochi spicci, con il dito medio poi; Innalzo il bicchiere, in un brivido ghiacciato sorrido e mi lascio scappare un gemito - sommesso - nel sorriso che cola involontario come una lacrima bagnata caduta su quest'ultima spiaggia tra i bicchieri appannati o rotti. - Sprofondiamo insieme io e te oramai fratelli e sconfitti in frantumi come quei cocci, ci siamo totalmente scordati di quando si volava
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (14)

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carla composto5 luglio 2012

...di quando si volava... in alto con il pensiero con l'amore... come gabbiamo ...ora come fratelli sulla terraferma, ci sentiamo cocci in frantumi su una spiaggia bagnata da un'ultima lacrima... complimenti poeta apprezzatissima...

Clara Gismondi5 luglio 2012

NOn è facile sentire di volare quando l'anima sprofonda in quel mare che il gabbiano sa affrontare prima di scomparire e lascia ancora più inerti il vedere gli sbagli ...ciò accomuna ma in un baratro... Sensazioni plurime per questa bella poesia... sensazioni che vanno dal senso di impotenza alla rabbia di non saper sperare...

C

poesia molto triste evocativa di un tempo quando c'era il sentimento di fratellanza, molto bella

Giuseppe Boccanfuso5 luglio 2012

I tuoi versi hanno mille colori e mille emozioni... le tue poesie si possono leggere, si devono rileggere e poi si può anche prendere una strofa a caso... anche lì si trova tutta l'emozione che solo la tua bravura sa "comprimere" in versi stupendi.

S
Sadness5 luglio 2012

che bella, nella sua melanconia ci si perde; un rapporto molto bello, fatto di complice intimità che si spezza, dove l'addio è quasi d'obbligo da entrambi i lati; piaciuti i cocci e il Gin; una considerazione profonda ben scritta, letta con molto piacere; complimenti

Elena Poldan5 luglio 2012

Meraviglioso questo testo in cui l'Autore s'immedesima nel cuore alto d'un gabbiano, che s'infrange all'orizzonte, come la sua mai sopita voglia di volare, racchiusa nel dolore d'una lacrima luminosa. Ariosa!

Angela Rainieri5 luglio 2012

S'infrange in cocci di speranza quell'intimo desiderio di libertà...come un gabbiano che tristemente decliva all'orizzonte. Lirica splendida, seppur malinconica. Intensa ed evocativa. Gradita immensamente.

Rita Stanzione6 luglio 2012

Voli caduti, riflessione in malinconia, compagni un gabbiano e un Gin. Bell'affresco poetico!

Fiammetta Campione6 luglio 2012

Meraviglioso dolore, mi hai trasportato sulle ali di quel gabbiano... volare? a volte è difficile, quasi impossibile, ma sta a noi: ritroverai la giusta corrente, gabbiano ferito!

Patrizia Ensoli6 luglio 2012

Dimenticarsi di come si volava... e già, questo succede con il tempo, dimentichiamo chi siamo e ci mescoliamo agli altri, diventiamo docili bambini perché le regole sociali questo vogliono... Lavoro, famiglia, vacanze, pregare ... e intanto moriamo un pò... Splendida

In Venere veritas6 luglio 2012

questa sa di rinnovamento, totale, lucido e trasparente, come gin

Angela Fragiacomo6 luglio 2012

si presta a varie interpretazioni questo testo... quel "ormai fratelli" farebbe pensare ad amici che prima tali non erano, a me invece evoca la fine d'una storia d'amore, quando si riduce ad amicizia, pur bellissima, ma non più dotata d'ali... ché solo l'amore dà il volo... e quando questo accade, resta un gemito amaro, un sorriso di freddo... un gabbiano che muore sconfitto... comunque piaciuta molto molto

Antonio Biancolillo6 luglio 2012

Un gabbiano che volteggia lentamente in cerca di cibo... sfiora le nuvole e sembra giocare con il vento verso l'orizzonte... seguirlo affascinati nel suo essere sospeso quasi fermo... si vorrebbe essere sulle sue ali per volare al di sopra di tutto osservando dall’alto se può essere diverso quello che si vede... ma ci si è scordati del come si vola... quelle lacrime diventano pesanti nell'aria... ed è emblematico quel brivido ghiacciato innalzando sconfitto quel bicchiere di gin... un brindare doloroso che si infrange su quella linea d'orizzonte... e tra i cocci di quel che rimane scivola questa riflessione profonda dal malinconico sapore... Grande capacità dell'Autore a saperci trasportare pienamente nelle sue emozioni... Molto apprezzata...

Laura Maira10 luglio 2012

Abbiamo volato alto e questo è l'importante, anche se ora siamo in frantumi. Triste dimenticare di quando si volava alto... Bellissime le immagini, il bicchiere di gin... Sembra quasi un ricordare cose lontanissime, di uno che ha vissuto molto e provato molte cose ma ora è solo stanco, forse persino di ricordare. BELLISSIMA e molto apprezzata complimenti.