Fulmini

Fan strappi nel cielo scuro
lo zigzagare delle saette
che illuminano il manto ormai nero
e poi scompaiono all’orizzonte.
Le nubi si fondono con forme snodate
e come le bestie quando sono in calore
prendendosi rimangono unite
finché non raggiungono l’estremo piacere.
Si alleano, raggruppandosi i venti
poi con un tuffo si scaraventano in mare
dai suoi abissi raccolgon correnti
e quando riemergono le fanno sciamare.
Urlano, nell’aria i gabbiani
e con piroette le lor virgole infilzano
allarmate, dai loro richiami
le onde s’impennano e poi risprofondano.
Scintillano, gli spruzzi d’argento
la dove le creste frustan le vele
e lacrimano, un nostalgico pianto
i volti tarlati di vecchie polene.
Con rutti ancor più potenti
i tuoni incupiti la lor rabbia imprecano
poi si calmano, ed ai mari sconvolti
con un arcobaleno, perdono ancor chiedono.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!