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Sociale 22 luglio 2012 · lettura 2 min · 1181 letture

Barbone

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luigi abbro 15 poesie pubblicate
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Ricoperto dai miei stracci me ne sto in un cantuccio dei gradini della chiesa. Occhi a terra per vergogna, mano tesa per bisogno. Ogni tanto c’è qualcuno che mi dà una monetina ma i più tirano dritto ignorandomi del tutto. Forse molti penseranno che sto solo recitando. ...No. Sulla scena della vita sono solo una comparsa e non certo il prim’attore. Rio destino sconosciuto mi mortifica la vita e mi nega sentimenti. Anche io avrei voluto una donna da amare, un bambino da cullare, il calore di un amico. Ed invece eccomi qua tra cartoni ed immondizia ricoperto dai miei stracci che son gelidi d’inverno e roventi in piena estate. Se la vita mi è ostile non di men sarà la morte. Quando io sarò finito non avrò un funerale nè una lacrima versata. Sono zero nella vita sarò zero nella morte. E consumo l’esistenza tra disagi e indifferenza. Ogni tanto guardo il cielo e seppur non so pregare chiedo a Dio semplicemente di posare qualche volta il suo sguardo anche su me. Non perché mi dia ricchezze ma il calore di un fratello
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luigi abbro
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