Barbone
Ricoperto dai miei stracci
me ne sto in un cantuccio
dei gradini della chiesa.
Occhi a terra per vergogna,
mano tesa per bisogno.
Ogni tanto c’è qualcuno
che mi dà una monetina
ma i più tirano dritto
ignorandomi del tutto.
Forse molti penseranno
che sto solo recitando.
...No. Sulla scena della vita
sono solo una comparsa
e non certo il prim’attore.
Rio destino sconosciuto
mi mortifica la vita
e mi nega sentimenti.
Anche io avrei voluto
una donna da amare,
un bambino da cullare,
il calore di un amico.
Ed invece eccomi qua
tra cartoni ed immondizia
ricoperto dai miei stracci
che son gelidi d’inverno
e roventi in piena estate.
Se la vita mi è ostile
non di men sarà la morte.
Quando io sarò finito
non avrò un funerale
nè una lacrima versata.
Sono zero nella vita
sarò zero nella morte.
E consumo l’esistenza
tra disagi e indifferenza.
Ogni tanto guardo il cielo
e seppur non so pregare
chiedo a Dio semplicemente
di posare qualche volta
il suo sguardo anche su me.
Non perché mi dia ricchezze
ma il calore di un fratello
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