Knocking on heaven's door
Il riverbero rimbalza fra gli accordi,
voce nasale a cucire le memorie,
da nuvole, sostenuta, di sospiri
condensati dentro abbracci a labbra chiuse.
È il tuo passo, “Tamburino”, che mi spinge
ad aprire la scrostata porta verde,
la più credibile per gli arresi sogni,
dove trovo ancora un angelo che aspetta.
I miei occhi sono aperti dentro il buio,
la tua voce mostra foto in bianco e nero,
il mio cuore s’è indurito sotto il sole
senza l’ombra del tuo viso ad accudire.
Dove ho perso la tua mano nel cammino?
Dove è stato che non sono più tornato?
Apri ancora, madre mia, la vecchia porta
dammi un angolo di cielo per il pianto.
©
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Commenti (2)
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Leaf12 febbraio 2007
il cammino è luminoso... sì, arriva fino a bussare alle porte del cielo.Dov’è stato, che non sono più tornato? . . . Ci siamo, Oliviero... ci siamo proprio. M.
I
Isabella Santacroce12 febbraio 2007
la mamma è colei che, quando no c'è più, ci attende alle porte del paradiso...
