Il vino nell’amicizia per un attimo sciupata
Dario Zandonella Calegher
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Vinosa, velenosa euforizzata serata nel mezz’inverno,
ti giunge l’immagine che scuote,
d’un’amicizia che s’incrina,
in cui le braccia rigide si tendono,
in cui le parole offendono
e s’estendono alla follia,
inclini all’enfio d’ira,
precoce, immotivata, naturale, febbrile,
ove la misurata pazienza si è racchiusa al buio,
mentre incalza il furioso rissare,
che pare mai cessare,
vana la speranza di mutare
quell’orribile ferocia
che resta nei muscoli storditi
e nei movimenti oramai scoordinati
in un banale moto continuo,
in una costrizione flessuosa, inarmonica,
t’insinui di notte sotto stelle lucenti,
gocciole fluorescenti,
poi, finalmente l’immediato finire,
s’intravede nel volto d’ognuno
quell’animo frustrato, immotivato
in cui il principale scopo è svanito
poiché la rissa l’ha sciupato.
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