Delirio d'Onnipotenza

Col potere
potete comprarvi
l'accondiscendenza
di anime ambiziose,
che salgono in alto
solo per cadere!
Ma non la mia!!
Io sarò il vostro
incubo beffardo,
irremovibile e
imperturbabile:
le vostre cerimonie
non potranno impressionare
il mio sguardo deciso.
Guardo al di là di voi
scheletri addobbati
da eleganti stracci.
Le vostre alte cariche
non vi salveranno dalla sorte!
Sarete falciati
per finire come noi
nell'oltretomba
tra i miasmi soffocanti
del vostro disfacimento nauseante.
La vostra bocca piena di terra,
da voi tanto ignorata,
non potrà più affascinare
con parole di menzogna.
A morte i potenti!
Non potrete più
ostentare le vostre lusinghe
d'inganno,
spogli oramai della vostra pelle
rasata e intrisa di profumo,
nelle vostre ossa secche
s'insinuerà la serpe
per uncinarvi le labbra esangui.
Dinnanzi alla Morte, forse,
troverete in voi un pò
di quell'umanità
mai posseduta,
per chiedere perdono
dei vostri luridi peccati.
Troverete un po' di umanità!
Forse!
Illusi arroganti senza cuore,
credevate davvero
d'essere immortali?
Chi verrà al vostro funerale?
Adesso che siete morti!
Non sapete che è la Morte
a donare la grandezza
di chi fu in vita?
E ciò che si fu in vita
si ripaga con la tomba!
Gran bel funerale il vostro,
teatralismo nel cordoglio,
ma poca gente!
Alcuni venuti solo
per conservare intatta
la facciata,
altri per far di conto
il costo del trapasso,
altri eleganti,
dietro lenti scure,
nascondono lo sguardo
per niente disperati.
La beffa perpetuata da voi in vita
vi ritorna di rimando,
adesso che siete sigillati
nella cassa!
Con la Morte non si scherza!
Quanta gente morta
a causa vostra,
mentre vi preoccupavate
di sfogliare carta straccia,
imbrattata dalle vostre mani sporche.
Ah la Morte!
Saggezza millenaria mai corrotta!
Provate a corromperla
con la vostra carta straccia.
Nella vostra eterna alcova
in putrescenza,
avrete un'eternità intera
per pensare alla vostra
inutile indecenza.
Adesso siete morti!
Non sperate di passare
nella storia,
con noia sarete letti,
da posteri indifferenti!
Ma va bè...vado adesso!
Sono stanca di
spremermi le meningi,
per questi versi abbozzati
per voi sfingi irrigidite!
Vado, e non sperate
che io venga
al vostro funerale.
Sarà la Morte
a ricordarvi
che il potere
non è mai stato il vostro!!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
Commenti (1)
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Emanuele Strada31 agosto 2012
Un'invettiva cruda e rabbiosa che con condivisione rileggo con piacere; autrice sagace e impietosa che mette al muro chi del proprio potere ha fatto sfoggio senza riguardi, molto apprezzata l'ultima strofa che sigilla con maestria.
