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Fiabe 1 settembre 2012 · lettura 4 min · 2014 letture

Canti di Anàsteros: Le Catene (VI Canto)

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Fu tanto il dolore provato e le strade deluse che presto Anàsteros si lasciò trasportar dal suo sogno mentre sdraiato raggranellava stelle dalla volta turchese e le cime dei pini nordici e le brezze leggere d'oceano rimpinguavano l'alito del dio che fresco tramutava boccioli in rose e spine in unguenti profumati nulla di contrario era ora alle porte mistiche d'Anàsteros, poiché ogni cosa filtrava e tingeva da lui come lui stesso affondava fortificato nell'illusoria beltà degli oppi divini; e mentre desto ancor poco  lasciava le sponde reali  per qualche istante  lasciò cader ogni sorta di convinzione finora pregna saliva divina della consapevolezza e vide lontano tra gli onirici gigli, luci ed ombre definite in un unico focolaio rovente li fissò Anàsteros, mentre forme e colori prendevano il corpo d'un miraggio desolato e non poteva lui stesso Dio tant'era definire la forma si fatta ai suoi occhi incantati. Accostò quindi le sue ali lucenti ed arcuò la sua fronte infinita scrutando della forma la sua bruma  e vide che bruma spesso a salir dal cielo e dalla terra indefinita nella forma e nel colore senza luce né ombra di peccato è la sua mole che bruma senza materia è ricerca itinerante di consistenza, poiché dove non v'è forma vi è ricerca di consistenza e dove vi è consistenza vi è ricerca d'indefinito che bruma delle guerre dei popoli, del loro dolore e delle loro gioie di madri che piansero i figli e padri che piansero i figli e figli che piansero bandiere non vi era nulla di scritto nell'eterno,  nulla era, ma tutto circolava informe in un continuo peregrinare oscuro ed ingegnoso che per gioia ci vuol dolore e bruma e bruma da dolore e gioie Nebbie vide Anàsteros nebbie a dismisura senza storia passata senza storia futura solo un ciclico meccanismo senza eguali e tra le nebbie rivide il vecchio Aglenos finalmente sorridente finalmente pago poiché capii ed i bambini periti nelle piazze di Boreios  sotto le lance, uniti in piccoli vibrati eterni e vide le stelle fuse in unici soli e pendii divenire pianure verdeggianti per poi trasmutare in scoscese scogliere Comprese Anàsteros, che non vi era giustizia certa che non vi era bene e male che non vi era sangue versato per vacui motivi che tutto  era predestinato a bilanciare l'eterna giostra del dorato fare che tutto baloccava nella materia né morta né viva in un eterno ondeggiato caos Neanche lui in quanto Dio era svincolato dall'etereo supplizio, e non si nasce e non si muore, e non si ride e non si piange e non vi era possibile fuga, tutto era perfetto equilibrio Così lasciò la bruma a sé e destatosi riprese il volo ferito nel cuore. Nei suoi sentimenti divini l'orgoglio doleva,  in tumulto i suoi occhi splendenti lasciavano spazi e distanze e senza considerar sentimenti pensò: - E' dunque così, che tutto si compie non v'è sconfitta né vittoria non v'e amore né odio non v'è vera compassione per il cieco né vera compassione per il ricco tutto fluttua; in un eterno giogo d'equilibri celati rimane il nostro scopo un peso a contrapporre - - la forma si fatta mia, di tutti e tutto un sol scopo essa ha d'equilibrio solidificato eterna e sfuggevole ghiera di supplizio catena al collo e nell'anima, senza rimedio né svincoli di redenzione; tutto gira e di ogni cosa che è illusione v'è l'illusione contrapposta - - non c'è parola né veritiera luce solo un verbo scisso dalla notte dei tempi - - come semplici schegge riverberanti ed ostinate vaghiamo perduti in un sogno, che non ci appartiene e che me medesimo, della mia parola e della parola dei re quand'anco la parola d'un sasso non scalfiscono! neutre rimangon disciolte e lineari sulle desolate mareggiate del creato - Fu così, che nella sua vita Divina per la prima volta Anàsteros comprese le Catene dell'eterna prigionia ed ora, che era nuovamente solo lasciò cadere una lacrima dalle guance bianche Fu la sesta lacrima di Anàsteros
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«Sesta fiaba Anàsteros: dal greco classico 'privo di stelle' Boreios: dal greco classico 'del vento del nord' Aglenos: dal greco classico 'privo di pupilla'

L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (6)

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Giuseppe Boccanfuso1 settembre 2012

Credevo oramai che nulla più poteva stupirmi, emozioni nuove invece arrivano da questa tua opera... mai dire mai nella vita, e così è. Sei davvero l'artista della parola, sei il cantore dell'emozione, sei una penna fra le dita che vive questa vita con il dono dell'emozione... STUPENDA.

Patrizia Ensoli2 settembre 2012

L'eterna giostra tutto è certo, niente è scontato... e il mutabile, nell'immutabile ... Destino ... Grandiosa opera Fantastica!!!

Miriam Badiani2 settembre 2012

Insolita, ricca di fascino, evoca emozioni lontane. Complimenti, piaciutissima, Red

Stefano Drakul Canepa2 settembre 2012

ah queste cose mi ispirano e mi lasciano un sapore di grandezza, mi spingono a scrivere ancora a superarmi... perché superare il limite delle cose conosciute, dev'essere lo scopo e il traguardo di ogni artista, dilettante o altro che sia. G r a n d i s s i m a opera

S
Sadness2 settembre 2012

Sull'opera ... si rimane quasi senza parole alla lettura di questa Grande composizione, i miei complimenti perché ritengo non sia semplice un testo così complesso da realizzare; la trovo estremamente affascinante

elena rapisa3 marzo 2014

Emozionata dai tuoi versi rivivo gli antichi illuminati e illuminanti poeti . L'arte del sublimare i concetti con parole ti è innata e non mi resta altro che inchinarmi e trattenere il fiato