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Introspezione 4 settembre 2012 · lettura 1 min · 799 letture

La matassa

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stefania giacarelli 222 poesie pubblicate
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Ho perso la matassa e anche il bandolo e ho perso i ferri con cui tesso la notte ciò che disfo il giorno, nel mio andirivieni: un passo avanti due indietro. Un passo avanti nell'ignoto possibile, due passi indietro nel quotidiano stantio spezzato dai singulti. Ma ora ho perso la matassa e quel brandello di tela che mi resta è un orlo scucito di domande e mi guarda inebetito. Lo stiracchio tra le mani e dovrò studiare che fare di quel morso di vita che oramai non si disfa. che imperterrito vive. Dovrò pensarci se lasciarlo andare sul pavimento o soffiarci sopra ali e disegnarlo di colori. Ma lo farò domani.
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L'autore
stefania giacarelli

Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu

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Commenti (1)

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Paolo Morganti4 settembre 2012

Penelope moderna in questa poesia crea proponimenti la notte che il giorno sfascia al contrario di ciò che avveniva nell'omerico poema. Un tessuto tramato fa un filo dipanato di una matassa che si srotola e sfugge quasi perdendo il controllo della orditura e riflettendo sul da farsi si compie poco cammino con quei passi all'indietro a ricominciare daccapo a ordire ancora trame notturne di buoni propositi, sembra una pesia circumnavigante attorno al mondo esistenziale, comunque magnifica fiocco e segnalo.