Un giorno d’estate

Si inchinano le spighe ingiallite
come a baciare i piedi del vento
creando vortici di pollinose spirali
ove i ronzanti si fan trastullare.
Vengon deviate le bighe infuocate
dall’ombra del verde più saggio e più alto
e raccattando i colori ancestrali
van sulle cascate a svirgolare.
Fan capriole nell’acqua i ciotoli
come bambini sopra la neve
che pur se gelidi gli urti ed i tocchi
con noncuranza si fanno ammantare,
poi si soffermano un poco stanchi
dove lo scorrere si fa più lieve
e si appallottolano tra i flutti distratti
per ritornare poi a rotolare.
Infine il giorno, esausto s’imbruna
con i chiaro scuri di un’altra notte
sotto le stelle che fan muto discorso
gesticolando coi loro barlumi,
salta in un pozzo per sfamarsi la luna
coi desideri che inzuppa nel latte
mentre trasuda lo strato d’intenso
gocciolante rugiada, aromi e profumi.
©
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