Sulla riva del Ticino

Osservare
sul greto diserto uno sterpo
di rami sparuti e neri,
minuto, fra ceneri
breve, polvere e sassi
radici spargendo.
Vagare coi pensieri
in mezzo alle risate
degli altri. Un perpetuo
osservare, udire, odorare,
assaporar o... sentire
del fiume da lontano.
Solo l'attitudine all'eterno
affano
tien il fusto attaccato
inesorabilmente
all'infausto gaudio, al fiato
dell'Essere che da dentro dilania.
Illuminarsi a una fulminea giostra
d'immagini. Verder il frantumarsi,
ché i sogni cozzano. Ora toccando
la vita senti le fresche acque
scorrere fra le
dita.
Tornando sull'orma
del nostro sentiero, un segreto
lentamente affiora:
l'essere felici
solo, sapendo
di altri il male solo.
©
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