Si va in scena
Sbattono forte
le porte della notte
percosse dal maestrale.
Mi trascino
fin sulla soglia dell'alba
coi miei fantasmi
aggrappati ai fianchi,
un sogno d'inchiostro
che sporca l'ultimo lume
ancora acceso.
L'alba livida
d'un giorno tramortito
si fa complice della buriana
che strazia in vortici le foglie
e dipinge un prospetto di ore
strappate al tempo
inebetito,
stranito
straniato.
Una beffa di vita
che s'avvolge
e mai si svolge.
Io a piedi nudi
su un filo di seta
e la bocca asciutta di sete
cerco il mio viso,
indosso l'abito più bello
e vado in scena
coi capelli sciolti
e le labbra dipinte di rosso.
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L'autore
stefania giacarelli
Quando ero piccola sognavo di diventare scrittrice, e imitando Jo,una delle "Piccole donne" del romanzo,prendevo due mele e andavo a nascondermi in casa per scrivere...crescendo la vita mi ha portato altrove, ma ho sempre scritto,qualunque cosa, ovunque...su tovagliolini dei bar, sugli scontrini dei negozi...perché qu
Commenti (1)
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Michele Moi14 settembre 2012
Notevolissima scelta dei vocaboli, metafore molto efficaci, grande musicalità del testo nel suo complesso. Nessun leziosismo, l'opera scorre dall'inizio alla fine con potenza evocativa mai forzata e nondimeno mai banale, senza richiedere alcun tipo di sforzo interpretativo. I miei più sinceri complimenti