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Spirituali 17 settembre 2012 · lettura 1 min · 4225 letture

La Babele degli odori e dei colori (sonetto)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Vorrei mutar l'ordine delle cose pregnare il "bello" d'ammorbante odore al dolore il profumo delle rose sottrarre a spose effluvi dell'amore. Dare alla notte tinte più radiose il sole spegnerlo abbrunando aurore alla morte fattezze deliziose e giù nero sulla vita e sul colore. Una Babele che sconvolga i sensi avvalorando l'opera di Dio perché l'uomo distratto un po' ci pensi quando - dismesso l'ingombrante saio - gli volge accuse di misfatti immensi insabbiando la sua colpa nell'oblio.
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L'uomo dimentica... la potenza di Dio e del Creato Può esserci il perdono delle colpe, ma la espiazione ...resta... e l'Uomo pianga se stesso!

L'autore
Duilio Martino
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Commenti (17)

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Giacomo Scimonelli17 settembre 2012

l'uomo sbaglia ed è giusto che pianga se stesso... un sonetto melodioso e ben scritto che ho letto tutto d'un fiato... apprezzatissima Poesia

Miriam Badiani17 settembre 2012

Un pensiero di grande profondità che si svolge in una poesia che sa di accettazione dei misteri della vita e di ribellione verso i misfatti dei quali l'uomo spesso si macchia, rivoltandosi verso il Trascendente, dimentico delle sue etiche responsabilità. Acuta riflessione, la Babele spesso è la razza Umana. Complimenti, piaciutissima.

Patrizia Ensoli17 settembre 2012

Pur non credendo in Dio condivido i versi, l'uomo, pianga se stesso!! Ottima lirica e versi splendidi

Elena Poldan17 settembre 2012

Originale questo ribaltare i colori della vita... ben riuscita la sperimentazione. Plauso all'ardimentoso Autore!

Berta Biagini17 settembre 2012

Mi viene in mente un antico proverbio “Chi è causa del suo mal pianga se stesso” e questi non sbagliano mai – il passato riesce sempre a dare un tocco particolare anche nel mondo di oggi.

g
giovanni bagnariol17 settembre 2012

"Ribaltamento" sui generis (a mio parere)...con cui il poeta, molto sapientemente e mi permetto di notare con un pizzico di sottile ironia, mette davvero "le cose apposto". Questo ho inteso, a modo mio, commentare. Segnalo questa splendida lirica

C
Colomba17 settembre 2012

Un ribaltare i colori e il senso della vita,è un travolgere l'armonia, l'ordine del creato, nella torre di Babele c'è gran confusione e c'è poca possibilità di sopravvivenza, giusta ribellione, introspezione che condivido appieno, cmplimenti!

G
Giuliano leandro loy17 settembre 2012

La domanda del soprasensibile, dell'infinitezza dell'universale, espressa nella finitezza di un animo mortale che anela nel ravvedimento del proprio splendore emozionale. Splendida amico mio. Fiocco.

P
Paolo Morganti17 settembre 2012

Il sonetto è strabiliante metrica assodata nella semantica italiana già da secoli ma non mi dilungo sull'architettura a regola d'arte bensì sull'eccelsa verve e originalità dell'autore pongo un applauso e inchino .

Fiammetta Campione17 settembre 2012

Profondo il significato (che condivido) e pregevoli i versi, che il poeta ha saputo intrecciare con maestria, il risultato è gradevole e molto godibile, complimenti, da infiocchettare!

EnzoL17 settembre 2012

un grande significato in questa tua, siamo noi, noi che con il nostro fare, con il nostro pensiero 'sporco' ci infliggiamo i danni peggiori e non parlo della società, ma del singolo che non si ravvede alla grandezza di quello che lo circonda (me per primo e sottolineo) non posso che condividere il pensiero, sperando che prima o poi, ne prenda atto veramente bella

S
Sadness18 settembre 2012

una bella composizione, piaciuta molto per la struttura e musicalità; del messaggio direi che condivido, meritevole di segnalazione

Idalgo Visconti18 settembre 2012

Giusto che l'uomo paghi la sua arroganza... difetto che gli si ritorce come arma del suicidio... Bellissimo questo sonetto... Complimenti

Jade18 settembre 2012

Una lirica che dovrebbe far riflettere e profondamente anche, sui misfatti che l'essere umano perpetra in continuazione e a volte, cosa orribile, anche consapevolmente, perché tanto sa di non pagarne il prezzo. Ma se un Dio esiste, non permetterà che venga stravolto il suo ordine Divino.

Giorgio Dello18 settembre 2012

Il libero arbitrio è perso... e or l'uomo pianga se stesso! Meravigliosa nella metrica, ma soprattutto meravigliosa nel suo contenuto emozionale!"

carla composto20 settembre 2012

ha ragione il poeta Dio è misericordia infinita e perdona... ma espiare... questo rimane ...commenti meritati ai quali mi allineo ...bellissima lirica...

Donatella Pezzino16 ottobre 2012

Anche se Dio perdona restano le inevitabili responsabilità delle colpe che l'uomo ha commesso e che gravano sul suo presente come sul futuro di tutta l'umanità. Una lirica di grande finezza che si snoda in versi fluidi attraverso una acuta e pregnante riflessione.