La coccinella
Lesta correvi sul mio braccio, lesta alla mano arrivavi.
Io ti riprendevo, tu ricominciavi, ma tu la libertà anelavi.
Buffa eri, con quei neri puntini. T’osservavo nel dolce silenzio.
Non eri lì a caso, sul mio braccio disegnavi il mio destino.
Nel frattempo catturavi i miei pensieri. Sempre a me vicino.
Zampetta dopo zampetta, assaporavo il tuo splendido mondo.
M’immaginavo come te, su di un braccio a far girotondo.
Poi scomparisti, magiche alette t’apparvero e via volasti.
Spietata eri: io solo rimasi, tu alla natura, agli antichi fasti.
Or non vedo più tonde coccinelle sul braccio camminarmi..
Addio, mia strana e buffa compagna, più non sei a consolarmi.
Più non sei venuta, né tu, né i tuoi parenti, né eventuali tue figlie.
Triste l’epilogo. Spietata la natura che prima ci da e poi, di più ci toglie.
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