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Impressioni 22 settembre 2012 · lettura 1 min · 2455 letture

Cip, Cip, Cip (Urban Opportunities)

EnzoL 618 poesie pubblicate
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Arcuati i sogni del mattino, si spengono tesi, sulle albe prescritte dal livore delle notti perenni. Disciolte le fughe, funambole iperboliche del mio cuscino sghembe, rotolano nei lavandini del giorno che si compie nel misfatto liquido. Ed opportunità, al di là delle finestre colorano i primi raggi di sole cinguettando sorrisi d'usignoli inquinati per spezzare poi, l'incanto della loro promessa primordiale e solenne, inguainati dal fragore - sordo ed urbano - di un'ambulanza in lontananza
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (10)

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Patrizia Ensoli22 settembre 2012

Tanti bei canti promettenti giorni nuovi di rosati mattini ... ma il tutto si ripete, stagnante e inquinante... Normalità ... e la sirena in lontananza... OTIMA

Giuseppe Boccanfuso22 settembre 2012

Il tuo poetare non ha confini... qualsiasi sia l'argomento riesci sempre ad emozionare, stupire, riflettere, eccola la tua grandezza poetica, i tuoi versi sanno sempre entrare dritti nel cuore... STUPENDA.

P
Paolo Morganti22 settembre 2012

Poesia che parla di quotidianità, in tessuti urbani la ripetitività delle giornate ci fanno essere sempre uguali quasi senza personalità, tanta è la routine che ci fa assomigliate più a macchine del caffè, a frullatori a frigoriferi e lavapiatti che uomini esistenti in tutto e tra tutto ciò, troppo assorbiti troppo assimilati a suppellettili che essere ed esistere con il piacere di commistione con la natura questa è urban poetry e l'autore sa descrivere la compulsione del cittadino piccolo borghese con la voglia di non essere più integrato ma fuori dagli schemi forse un Mattia Pascal attuale.

h
hy ju22 settembre 2012

Il risveglio: il momento in cui ci troviamo gettati un'altra volta in più, senza scampo, in questa stessa maledetta realtà di sempre. Il finale è qualcosa di spettacolare. Le sirene delle ambulanze mettono sempre quel brivido sinistro, come un vago presagio di morte.

Giorgio Dello22 settembre 2012

repetita iuvant... le cose abituali molte volte aiutano! Micidiale, come sempre!!!

carla composto23 settembre 2012

risvegliarsi assaporare ancora il morbido cuscino ed essere proriettati all'improvviso senza preavviso nella solita realtà quotidiana... tremendo!!!!sempre bravo autore di spessore e di estrema abilità...sempre un piacere leggerlo...

Fiammetta Campione23 settembre 2012

il momento del risveglio con il suo passaggio dal mondo dei sogni alla nuda e cruda realtà ha sempre esercitato un fascino su me, sembra ogni giorno una rinascita, carica di promesse ma anche di una ripetuta consapevolezza che la realtà è la fuori che ci aspetta, e non è una passeggiata... Lucida disamina molto piaciuta

Miriam Badiani23 settembre 2012

Ogni alba ha un suo particolare sapore e ciascuno vive diversamente il suo risveglio, tra speranze del giorno nascente e malinconie d'essere. Molto bella, un sapore del quotidiano condotto con maestria poetica. Complimeti.

Clara Gismondi23 settembre 2012

Risvegli in realtà dove il mondo appare ma non appaga... attende ma non compare... liquida e inquinata già all'idea... Molto bella!

C

siamo oramai degli automi nella nostra ripetitiva giornaliera vita, ottimo testo