Lapidata

Solo una giovane testa scarmigliata
emerge dalla sabbia rovente.
Intorno l’arena freme
assetata di sangue
in nome di una giustizia blasfema.
Mentre il sole le serra gli occhi
pietoso
lei non s’è accorta quando
la prima pietra assassina
l’ha colpita furiosa
profanandole il volto
e l’una dopo l’altra
come pioggia pesante
le meteore impazzite,
l’hanno devastata.
Lunga la sua agonia,
mentre le bestie umane
in un delirio macabro d’intorno,
godono del piacere primordiale
del tanfo di quel sangue innocente
versato.
E poi...
la sabbia rosseggiante
ha preso a turbinarle intorno
al soffio di morte del Ghibli
che feroce s’è alzato.
La tua colpa più grande fu
l’essere donna
e, donna bellissima
come leggiadra antilope!
Lì nel deserto
in mezzo a quattro case
di sterco secco e fango
troppo caro hai pagato
la tua voglia d’amore,
alfa ed omega
nella tua vita breve
in nome di una legge antica
disumana.
Lapidata!
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