Vanità

Come un incanto di pietra
scalfisco l'Eterno
in cui i mortali sperano d'affogare
il loro involucro in avaria.
Forgio, con maestria,
maschere di grazia
per ammaliare i sensi in tempesta
illudendo col trionfo
di un fascino in declino.
In questa smorfia beffarda,
sono io la regina che troneggia
su maestosi letti di delitto
e la Voluttà incorona
il mio inganno
dissetandosi di estasi
dai profumi di una gloria sconosciuta.
Col suo sguardo dal nero pianto,
la Morte contempla
le mie pose ardenti
fremendo di oscure gioie
e con l'Invidia
semina agonie
in omicidi infiniti.
Nelle rive dell'Inferno,
scruto appagata
la mia immagine da sultana
dal cui sorriso
emerge l'abisso che fiammeggia.
Benedette siano le mie carezze,
che custodiscono
frutti proibiti
nel crimine di vistosi piaceri.
Immersa tra rose caduche,
so offrire il più alto ideale,
nel fiero trionfo della carne
di amanti in delirio.
Il mio corpo è un tempio in rovina,
in cui l'Orgoglio debole
s'accascia affamato
come bestia deforme.
Sugli ignoti sentieri della Vita,
traccio ombre e luci
della natura umana
svelando i più infimi segreti.
Negli ornamenti d'orrore
di cortigiane decrepite,
offro speranze di vendetta
alla Bellezza
immolata al mio macabro abbraccio
e nelle impronte sontuose dell'Arte,
il mio nome immortale si contorce
come un verme nelle cripte del Tempo,
inalando l'aroma invecchiato
di un ricordo che non muore!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
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