Telomeri
Un vagito! Il timer è partito
Scandisce i secondi e le ore
Del suo lungo divenire.
Corri, salta, vola,
Quel ticchettio impertinente
ogni tanto lo senti in gola;
impietoso, spietato, pulsante.
Non farci caso
Corri, salta, vola,
Scorre la tua vita sul far della parola.
Parola arrogante, forte, suadente,
affannosa, ipocrita, stridente,
odiosa, invidiosa, melliflua,
ignorante, intelligente, pensante,
dominante, sprezzante, furente,
agghiacciante, subdola assassina.
Non farci caso.
Sempre più freneticamente scorre la tua vita
Per procacciare tutto... e niente.
Rincorri la mela che rotola lungo il pendio del prato
mentre già ne tieni una in tasca e un’altra in mano.
Ti sale l’affanno.
Il ticchettio ti pulsa nelle tempie e in gola.
La mela si ferma ai piedi di un bambino
che felice allunga la mano
per giocare con quel nuovo gioco.
Improvvisamente gli appari dinnanzi come un orco.
Ritrae la mano e ti guarda con gli occhi impauriti.
Tu gli grugnisci:
-E’ miaa!-
Il bambino vede un’ombra incappucciata lungo il tuo lato sinistro,
oscura, tetra, misteriosa, fredda e spaventosa.
Dal suo pugno, legata ad un filo ciondola una luccicante chiave con le ali di farfalla e il tubicino cavo.
Non farci caso.
Quella chiave nella sua mano è quella del tuo timer.
E’ lei l’assoluta padrona del tuo fato
E del tuo residuo tempo che cola.
-Che strazio!-
Volgi! il tuo capo a sinistra,
fermati un attimo a proferirle parola.
Non sottovalutarla.
Devi temerla, rispettarla, ossequiarla,
comprenderla, ascoltarla nelle parole che non dice,
ma nei gesti enigmatici che scandisce,
Se di lei ti accorgi comprendi della tua vita l’essere.
Ti osservi dentro e riluce il tuo malessere.
...Ecco! Ora al tuo fato ci fai caso.
Ti abbassi verso quel bambino impaurito e impietrito,
gli porgi sorridendo quella mela
...e in quella scarna e cupa mano quella chiave
continuerà a ciondolare un altro po’,
finché il tuo ticchettio si sarà esaurito, spento, terminato
Per il tempo che gli fu dato.
gm/1996
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