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Ribellione 1 ottobre 2012 · lettura 2 min · 5741 letture

La mia Libertà (Spara)

EnzoL 618 poesie pubblicate
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E' nella cattiveria dei molti che intravedo la mia libertà in quel costante logorio sommesso, che nelle notti e nei giorni di buio consuma il comune senso di appartenenza Che dissocia e prende distanze, come fosse un invalicabile destino da giustiziere della terza strada Io, mi pongo un gradino più su, poiché dall'alto vedo meglio per sparare su me stesso e non mi aspetto certo d'esser domo o di domare nessuno. Non ho gradini per incasellarmi tra gli elevati ranghi del paradiso né ho la pretesa voce altisonante di un guru dalle suole blande semplicemente, cerco lo spazio dietro una siepe di stenti scarabocchiando qua e là qualche sgorbio fuori dalla mia portata e come un cane bastardo che si morde la coda, rincorro scalzo parole che si chiamano tra loro; perché loro infine, si scrivono sole. Il talento, non è un pulsante rosso, non è un applauso che si scortica sulle assi del pavimento rimbombando, non si misura Il talento; è l'eco calda che ascolti nel silenzio tra le coperte ed i cuscini delle tue parole è quella dolce sensazione di pace simile ad una sigaretta sbuffata a tratti, dopo il più devastante orgasmo a denti stretti con una pagina insudiciata dalla tua storia esorcizzata
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L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

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Commenti (15)

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Sandrine Novelli1 ottobre 2012

Bella, crudele sincera! Non nei fasti Autocelebranti" è appunto il tuo talento! Stupendo che le tue ..."parole si... scrivan da sole!

Stefano Drakul Canepa1 ottobre 2012

un delirio di quelli che amo, quando l'autore sembra partire dal nulla per arrivare ad abbracciare tutta la propria vita ed i propri sentieri: un bel viaggio d'artista...

Elena Poldan1 ottobre 2012

Un delirante specchiarsi e vedersi, rincorrersi fra le tortuose ed estranee vie della vita... Le ultime quattro strofe grandiose!... e comunque, mi piace tutta!... redentiana!

Miriam Badiani1 ottobre 2012

Un incasellarsi di riflessioni che conducono ad una originale metafora del talento, in un quadro che affascina e cattura dall'inizio alla fine, .

Annamaria Barone1 ottobre 2012

quello che colpisce di questa poesia è la pacatezza, la pace con la quale l'autore parla, di urla e dissapori, di guru blateranti, non uscendo mai da sé, perché non esprime alcun giudizio. Parla di sé e di quel suo sentirsi scrittore di scarabocchi su uno spazio libero dietro una siepe, di quell'inutile rincorrere la poesia che le parole si scrivono da sole quasi lui stesso fosse solo tramite, di un dire e di un sentire che è il suono di una voce universale, che non ricerca il plauso di una platea pagante ma la soddisfazione o ancor più la gioia, di vedere un foglio bianco scritto alfine,è questa è la pace, l'appagamento, la quietezza. Colpiscono l'ottava strofa e la chiusa, superba ma senza superbia..."è quella dolce sensazione di pace...

Alberto De Matteis1 ottobre 2012

Questa poesia come l'apoteosi del talento: non un forte e caloroso applauso, ma l'eco che ascolti nel silenzio. Piaciutissima. Complimenti.

h
hy ju1 ottobre 2012

la cattiveria dei molti/la mia libertà ...che cosa mi resta in mezzo a questo mondo dannato, solo salire... di certo non in paradiso, ma come il cecchino, arrivare fino all'ultimo piano... per prendere meglio la mira... per sparare su me stesso

Rita Stanzione1 ottobre 2012

Autoanalisi non patinata, porta alla luce percorsi difficili. Parte diretta e "spara" impavida, per finire adagiata su una pace disarmante. Il talento visto con talento espressivo. Bellissima, forte e coraggiosa!

C

una poesia che emoziona e fa riflettere, ottimo testo, coinvolgente

Fiammetta Campione2 ottobre 2012

ad Annamaria Barone col cui commento mi trovo in perfetta sintonia stavolta ti sei superato, un'opera magnifica

Patrizia Ensoli2 ottobre 2012

Scrivo per rincorrermi, scarabocchiando il tempo cercando quella pace e rilassatezza che imprime al foglio il senso di sè... senza cercare allori semplicemente per dirsi: Ecco io sono qui, ho vissuto e vivo e niente mi servono, quegl'echi bercianti di gloria è il silenzio che ascolto, vedo ... Là, dove la cattiveria non giunge, anzi è motivo di riflessione Sincera, crudele ... Vera

Angela Fragiacomo2 ottobre 2012

emblematica e condivisibile, sentimenti ed emozioni sciorinate al ritmo incalzante dei versi, che urlano forte la rivendicazione del singolo, che non vuole apparire, ma appare, per talento naturale, tra parole che si scrivono da sole... fuori dal coro si canta e si percepisce meglio il suono... molto apprezzata

G
Giuliano leandro loy2 ottobre 2012

La tua introspezione ti nasce dal cuore, e poggia tutto la propria determinazione in se stessa. Il tuo velatamente è un urlo sottaciuto, afasico, che comunque richiede condivisione verso l'altrui smarrimenti. Da me apprezzatissima e condivisibile è la tua veridicità alle splendide tue parole.

carla composto2 ottobre 2012

nella cattiveria degli altri ...emerge la libertà...nella voglia di giustizia ... nel poter decidere... dopo una standing ovation a tutti i commenti meritatissimi grande valente poeta... sempre molto apprezzato

Giuseppe Boccanfuso2 ottobre 2012

Sarò come sempre ripetitivo, ma leggere i tuoi versi è...POESIA, entri nei meandri della riflessione e sai accarezzare il cuore, scivoli nell'anima del lettore e doni sempre un'emozione nuova... STRAORDINARIA.