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Riflessioni 2 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2293 letture

Solo qualche anno in più

Nicolina Macari 377 poesie pubblicate
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Siedi con me caro amico a questo tavolo dei tuoi anni si tu che chiami vecchiaia l'andare della vita come chiave del tempo sulla porta di nuove albe sappi però che lascia sapori di saggezza nelle mani annodate di fatica quella conoscenza che fiata sul collo di pozzanghere fatte d'acqua e fango ridestando la matassa del sacrificio sii fiero allora ancora di nomadi gambe orgogliose che conoscono quanto vale qualche anno in più
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Nicolina Macari

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Commenti (7)

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Jade2 ottobre 2012

Quando gli anni passano lasciano solchi profondi in memoria di ciò che si è vissuto, si perde forza e la mente dirada i pensieri, allora intervene la saggezza, l'esperienza. I nostri anziani sono esempi da cui imparare e fonti da dove attingere il sapere e la loro compagnia una cosa di cui onorarsi. Bella Riflessione

Patrizia Ensoli2 ottobre 2012

Di nomadi gambe orgogliose... Intensa poesia che considererei anche riflessiva la vita insegna, deve essere fierezza l'età conseguita bagaglio d'esperienza e ricchezza!! Molto bella!!

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giovanni bagnariol2 ottobre 2012

Ogni anno che passa è sì un anno in meno ma, nel rovescio, è un anno in più di esperienza, conoscenza... di vita! Ecco che il vecchio "canuto e stanco" può ancora offrire molto a chi lo circonda: la "bellezza" della sua canizie, le "rughe" della sua esperirenza la saggezza acquisita... un sorriso reso più dolce dalla quiete dei sensi... sicurezza e simpatia! (ho un po' interpretato liberamente e me ne scuso con la scrittrice che ha reso meravigliosamente bene e con versi deliziosi "qualche anno in più"!!

Paola Vigilante2 ottobre 2012

Ogni stagione della vita è caratterizzate da attimi vissuti con il bagaglio di esperienze che si è acquisito fino a quel momento. Così la giovinezza è spensieratezza e guardare oggi e verso il futuro, con l'avanzare degli anni a predominare è la saggezza con il suo sguardo rivolto verso il passato. Ho sempre pensato che per questo sarebbe bello poter vivere al contrario, ossia nascere con la saggezza di un anziano, continuare nel crescere con meno convinzioni sino a giungere ad avere alla fine degli anni l'ingenuità e la meraviglia di uno sguardo di bambino. Forse in questa maniera si smetterebbe di considerare il passare degli anni poco piacevole e si donerebbe maggior valore al contributo che la presenza di chi è più anziano ci dona.

elena leica2 ottobre 2012

Leggo... e mi emoziono come sempre... ogni tua opera lascia brividi nell'anima. In questa struggentissima riflessione ci sono anche io... ci siamo tutti, noi esseri di un vissuto che attraversa gli anni... e ci rende forti quanto vulnerabili nel percorso interiore sulle rughe imperdonabili del tempo. Veramente intensa, toccante, vera ed originale nel suo contenuto. Apprezzatissima in assoluto.

Donatella Pezzino3 ottobre 2012

Il peso degli anni diventa più leggero quando si ha accanto un vero amico con cui condividere esperienza e saggezza, quel bagaglio positivo che si accresce col tempo e ci rende unici e speciali. Bellissima poesia, ricca di sentimento e di spunti di riflessione.

Giovanni Chianese3 ottobre 2012

L'esser canuto è indice di saggezza. L'anziano, nonostante la sua fragilità, sa amalgamare le proprie frenesie e quelle altrui con qualche pizzico di esperienza. Gli anni passano nell'inesorabile tempo che incide la pelle. Sono indelebili le rughe a segnare un volto che appassisce, ma che diventa più saggio e sapiente nel tempo. Insomma, la stecca della vita è una lezione di scuola esistenziale, capace di ammansire l'istinto furioso della vita fuggente. E’ bella e profonda questa riflessione, caratterizzata da un'ottima forma e originalità.