Urlando Berlino

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (12)
lenzuola appese, ad un muro senza confini ...invalicabile, che dimezza stanze che dimezza un mondo edi un uomo cuore e mente... molto bella ho sentito quell'urlo leggendo la tua straordinaria lirica... 'BERLINO'...complimentti di cuore...
In quella penombra si affacciano fantasmi orribili, vacillano convinzioni, tira forte il vento freddo, un dopo che lascia uno strano senso di disfatta... quando la mente isola il corpo dal resto del mondo (o forse è la mentestessa che s'isola...) ...poi, come ad una zattera, ci si mette in salvo aggrappandosi ad una possibilità di futuro... ancora insieme... Davvero particolare questo cantare l'amore, in quell'aspetto meno nobile, che pure esiste... piaciuta!
un muro da rompere... il silenzio oltre le parole... nelle parole... poesia che sento arrabbiata... come è difficile comprendere, comprendersi, le parole maledette e benedette... dell'amore ... bella poesia!
Un senso di solitudine che pervade e invade l'animo del Poeta che si dibatte fra dubbi e angosce nell'attanagliarsi di asfittiche, aride e respingenti realtà... a volte ci si sente tagliati fuori dall'altro, ma forse siamo noi gli artefici del muro di Berlino o forse sono solo falsate percezioni, amplificate distorsioni. Particolarmente piaciuta l'ultima strofa... e comunque tutto il testo in fedele stile redentiano!
Sconfino nelle tue parole e dentro i tuoi versi trovo casa, mi incammino solitario verso quell'emozione poetica che trovo ad ogni passaggio e mi fermo ai bordi del tuo sapere per assaporare ancora una volta l'essenza della poesia... SUBLIME.
Quel muro immaginario, eretto dalle delusioni, dai riflessi gelati dall'indifferenza e dal freddo che lascia una carezza schivata. E' nella sua dura espressione una meravigliosa poesia di dolore
Splendido componimento che tocca la sfera della propria siderale solitudine, tanto rifuggita, e spietatamente constatata. Il tempo e l'amore vanno spesso a braccio, fin dentro la nostra spietata consapevolezza. Bravo amico mio l'ho apprezzata molto!
Il muro, invisibile ma c'è, e urla forte ed è più palpabile di un vero muro di mattoni affascinante metafora per descrivere un amore allo stremo, gelato, sofferente la speranza di vederlo crollare, disgregarsi è sempre più flebile... ottima opera, piaciutissima!
Non è solo un muro, è anche un cimitero di elefanti, Muro a Berlino dove ragazzi rinchiusi in una specie Di zoo muoiono tra la fine dell'esstenza dell'essere, muri a dividere il meglio dal peggio così fa il perbenismo, cosa può. Interessare cosa si cela al di là di perbenismo e piccola mediocre borghesia se non il male da nascondere .
muri tanto più invalicabili, quanto più immateriali... ...quelli che erigiamo, poco a poco, l'uno contro l'altro... con mattoni eterei, quasi impercettibili... una distrazione, un gesto di fastidio... la scortesia nella voce, le attenzioni mancate, disattenzioni quotidiane... questo per la fretta, la routine, la noia che ci opprime... riuscire a sgretolare questi muri? ...serve un esplosivo più potente... del tritolo... la passione...
Che forza poetica! come si sente il freddo della solitudine condivisa... terza strofa e chiusa grandissime!
quando si viene a creare un muro tra due persone che si sono tanto amate è difficile accettare la realtà...lo sbigottimento lascia un freddo al cuore già dal mancato momento della mano che sfiora reciprocamente l'altra mano... versi che fanno riflettere su amori destinati a spegnersi e vivere nel silenzio reciproco... apprezzatissima









