Meta
Scuoto
la polvere della mente
dalle pagine dei fatti
tratti dallo sforzo,
spinto all'apice dei capelli,
steso come vernice sui cancelli...
Erano quelli i minuti,
i pomeriggi, i sentimenti,
dei caffè caldi,
le idee impetuose,
le dita sulla tastiera.
C'era la sera
che moriva nella notte
ed io che lentamente
traevo in un respiro
la sorte.
Ora sorseggio
le stesse bibite scure
e attendo l'onda
su cui scivolare
col petto in avanti,
come un tuffo nel futuro,
forse più duro
del tempo presente,
sognando la torre di ferro
da cui guardare il mondo,
le passeggiate lungo un nuovo fiume,
gli occhi e le gambe
di misteriose donne.
©
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