A piedi e controvento
Trasparenze,
anime esauste
nascoste nel silenzio.
Presenze,
corpi parlanti
che affermano la vita,
meccanici dell'istinto,
eserciti di desiderio.
Eccomi
che busso alla porta
dell'interno
per chiedere consiglio.
Il mio giardino è spoglio,
solo una pianta
cresce lenta ma forte
e a volte
dimentico di darle da bere.
I miei vestiti sono sempre gli stessi
e le mie scarpe
si bucano continuamente...
Cerco di riempire il vuoto
ma in un angolo muto
ritrovo il mio passato
che non sembra
aver avverato
i sogni di allora
né quelli dell'oggi.
Appoggio sul tavolo
i gomiti
e respiro con l'addome,
i nodo del legno
sono luoghi del come...
Fare per non pensare,
dire per nascondere,
partire per cambiare.
La luce del tardo pomeriggio
imbroglia,
c'è chi muore ogni momento
e chi domanda al mondo
altro tempo.
E' un viaggio senza bagagli,
a piedi
e controvento.
©
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