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Sociale 11 ottobre 2012 · lettura 2 min · 1323 letture

Stato Impuro

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Daniele Piredda 240 poesie pubblicate
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Poi la domenica vai a messa dopo averla messa in culo a tutta quella enorme massa detta “Popolo Italiano”. Paese che ha, nel suo destino, la divisione allo stato puro e che subisce, come effetto, la guida di uno Stato Impuro! Ma tu chissà per cosa preghi quando davanti a Dio ti siedi? E chissà, poi, se a Dio ci credi? Di certo Lui non crede in te. Te che ti sei sempre piazzato in prima fila ai funerali di gente che non conoscevi ma che hai ammazzato con le tue mani. Te che hai giurato innanzi a Lui di avere cura degli italiani per poi fregargli tutto il domani ed arricchirti per cazzi tuoi! Almeno, io, sono sincero e dico che io a Dio non credo; non entro in chiesa a far pagliacciate, non ho facciate, io, da salvare. Io da salvare ho solo un culo, ma non vengo certo a dirlo a te; sia mai che un giorno mi promettessi di volerti prendere cura di me! Come fai quando manifesto, per preservare un mio diritto e tu mi mandi un poliziotto a tutelar lo svolgimento; salvo poi a ribaltar la scena, semmai il diritto lo invoco troppo e il manganello sulla mia schiena ora è a difesa del tuo privilegio. Adesso ti alzi a capo chino e ti genufletti sotto la croce; ma se quell’ uomo fosse ancor vivo, ti caccerebbe da casa sua. Peccato solo che questa chiesa è anch’ essa marcia come te... e se quell’ uomo fosse ancor vivo, lo griderebbe qui, insieme a me!
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Parole semplici ma... di cuore!

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Daniele Piredda
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Commenti (1)

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Azar Rudif12 ottobre 2012

Parole dettate, certo, dalla rabbia per una situazione ormai divenuta inaccettabileper qualunque popolo civile. Ma gli italiani sono sempre stati un popolo diviso che si unisc solo quando è alla disperazione, come fanno tutti i popoli. Adesso è ora di cacciare gli usurpatori senza dover sempre aspettare che scenda qualcuno dalla croce a farlo.