424 lettori online · 359.799 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Ribellione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da EnzoL
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Ribellione 16 ottobre 2012 · lettura 1 min · 2017 letture

Giubbotti

EnzoL 618 poesie pubblicate
+ Segui
Quando eri uno Scott, ancora parlavo male tutto, era fessure sbarbe di caramella il mou; e nulla mi fregava ... Quando eri un Chiodo, volevo ammazzare il cane, volevo ammazzare l'uomo, volevo ammazzare il mondo intero, chiunque mi si parasse davanti; e di me, nulla mi fregava ... Ora che sei semplice pelle, liscia ed asessuata pelle nera. Ora, che poco mi fotte del tuo nome o della tua provenienza ovina terrestre sono Io a vestire te, sono Io la tua nomea e nulla, proprio più nulla mi frega del resto ...
♥ 0 💬 9
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
EnzoL

Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta

Tutte le opere →

Commenti (9)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
elena rapisa16 ottobre 2012

e già, si cresce dentro e fuori. Come sempre tocchi e pianti chiodi. E ricordi

Patrizia Ensoli16 ottobre 2012

I tempi del chiodo dove la ribellione urlava forte e il mondo l'incompreso, nell'incomprensione erano tempi in cui, all'anima non si dava peso ma poi cresce, tutto diventa parte di quel cammino e ci sveglia, allora la pelle che indossiamo non c'interessa più ... il cammino è compiuto e c'è la _ sveglia _ dentro il vestito... Stesso cammino, ma senza Scott...

Clara Gismondi16 ottobre 2012

La storia della propria vita attraverso un involucro che ai tempi voleva dire una scelta, un modo di pensare, anche se di gruppo, è proprio intrigante. Devo dire che ci leggo anche tanta partecipazione... verso queste età della vita che hanno voluto dire tanto. Io ricordo i miei, tu i tuoi, chi più chi meno, contro! Non so di che anno sei, di che generazione sei ma non importa... la storia si ripete... Ognuno di noi deve passare determinate tappe per poi sentirsi veramente liberi di scegliere. Forse nella vita c'è tanto condizionamento, forse i modelli che ci si porta dietro... mah. Comunque questa poesia ha un mondo dietro!

carla composto16 ottobre 2012

quando anch'io indossavo il chiodo... mi sentivo uaoooo... ribelle come brando in fronte del porto era importante quel capo mi vestiva... ora, come dice il bravo poeta, sono io che vesto lui... tutto in una prospettiva diversa... proprio vero... complimenti

h
hy ju16 ottobre 2012

...e alla fin fine, ora... sei soltanto te stesso, senza etichette e senza marchi di fabbrica...

C

fatti una buona nomina poi fai pure la puttana, dice un vecchio proverbio, incisivo ottimo testo

Fiammetta Campione17 ottobre 2012

crescere e pian piano acquistare consapevolezza e fiducia in sè, indispensabili per affrontare la vita senza chinare la testa... tutto questo attraverso la trasformazione nel tempo di un indumento che da sempre fa parte del guardaroba. Originale, mi piace un frego

P
Paolo Morganti17 ottobre 2012

Attraverso gli indumenti generazioni intere hanno impostato la loro appartenenza, sociale, politica di band come i giubbotti dei college americani come quelli dei Mods e dei Rockers o degli hyppies e degli skinheads tutto fa differenza come gli stivaletti dei Beatles o i jeans scampanati tutto ha segnato la nostra vita anche l'eskimo e le clarks ma dentro c'eravamo noi con le nostre idee il nostro anticonformismo e le nostre lotte ora ci sono solo abiti appesi in attesa di essere indossati per dire qualcosa di nuovo ... Chissà .

Rita Stanzione17 ottobre 2012

Cambiano le prospettive, cadono i condizionamenti... lo stesso indumento visto non più come simbolo capace di connotare la personalità. Originale poesia, che tanto dice...