Sommo Poetae ego sum
Graziano Siotto
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Chi son io che scrivo,
ch'ogni poeta mi mira,
e faccio menar d'invidia ognuno
e porto con me Amor,
come nessun altro sa far,
e invece vuole?
O Dio,
che sembra quand' io la penna movo,
dica sospir e sempre novo,
ch'i nol savrìa chi rengraziare.
L'umiltate e la modestia a me manca,
ch'ogni altra virtute
il cor mi spalanca.
Non si poria contar la mia bravura,
ch'a me s'inchin ogni austera vertute,
e la efficienza di tal gioventute,
sia da me sempre laudata.
Non fu sì acuta la mente vostra,
e non si pose in voi tanta salute,
da capir le cose appena vedute.
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L'autore
Graziano Siotto
Commenti (2)
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Francesco Lubrano Radagast22 febbraio 2007
Poesia comica, lontana dal vero significato di poetare... tentativo di emulare chi si rivolterà nella tomba... ma bravo lo stesso!
Luca Ventura1 marzo 2007
Dovrei esprimere un no comment, ma purtroppo mi è pure piaciuta... nonostante il sommo poeta non credo l’abbia presa bene Al di la degli scherzi... mi è piaciuta davvero.


