Il futuro da evitare
Graziano Siotto
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Varcata che fu la benedetta soglia,
si pose innanzi a me un verde cipresso
e parlar or devo con malavoglia
di come il mio animo fu così depresso.
Stava lì innanzi un’anziana donna
Vestita di nero e piangente,
rivolgeva le sue parole alla Madonna
assorta nel brusio della gente.
”Prega per lui o Vergine amata,
lui che il ciel presto l’ ha preso,
or che la sua ora è scoccata,
pensa a lui che al mal non s’è arreso”.
Turbinio di foglie e soavi voci,
suoni magnifici di trombe
ecco venir giù le sante Croci;
squarciò il vento tutte le tombe.
Apparve Ella vestita di bianco,
una luce immensa l’avvolgeva,
si rivolse all’anziana che con viso stanco,
di lacrime gli occhi ardeva.
Della Vergine Bianca guardai le pupille,
celesti come l’infinito cielo,
brillavano come scintille
come il fuoco di quel sacro cero.
Intorno le si posero gli Arcangeli Benedetti,
lodando lei, la Beata Regina,
per difenderla dai Ribelli Maledetti,
che dell’umanità fanno carneficina.
Subito notai che il più bello e fiero
Era l’Arcangelo Michele,
che con voce da guerriero,
dispose a difesa le Sante Schiere.
Il camposanto fu così un castello,
come torri gli Angeli imperavano,
e con del Cristo mantello,
la città fortificavano.
Ecco aprirsi il nero cancello,
lunghe file di anime entrare,
che il peso del loro fardello
vengono qui a farlo estirpare.
La figura che mi colpì
Fu quella d’una bionda fanciulla,
che a morte il figlio ferì
quand’era ancora dentro la culla.
Subito le altre anime la accusavano:
”Lei passar non deve... ”
dissero mentre urlavano
”chiediamo alla Madre Bianca come la neve”.
Quand’Ella interrogata fu,
urlò come l’eco da un monte,
”Siate voi mandate giù
vi maledica anche Caronte! ”
Si alzò in piedi l’Arcangelo Gabriele
rivolgendosi alla Santa Beata:
”Perché hai inflitto loro tali pene?
Tu che da noi sei tanto amata? ”
”Creatura Angelica, non hai capito,
di come Cristo ha parlato,
alzando il dito,
scagli la pietra chi è senza peccato? !? ”
Scusata che si fu l'Angelica Creatura,
con la Santa Beata
subito volò sulle alte mura
della fortezza dal male minacciata.
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Graziano Siotto
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