Malinconico Trapasso

Come guerrieri, nel loro eterno silenzio,
ci aggrappiamo alla vita
assaporando, nella bellezza che fugge,
il dolce indugio
che cova l'addio disperato.
Mai più berrò
il dolore selvaggio
custodito dalla mia carne muta.
Lentamente discendo,
col mio canto rassegnato,
nell'ossario,
in cui il sonno forse m'è promesso.
Niente mai più ci toccherà:
nè passioni,
nè atroci affanni
degni di orrori misteriosi.
Nel Nulla riporrò
la mia reliquia
strappata alla fossa,
scavata da una vanità
che mente ancora.
Traditrice!
Donami sollievo,
mia adorata sera,
divora il mio seno, che si dilata,
col fango
che incalza senza tregua
e ruba all'Uomo
il suo caldo letto
pieno di sospiri.
Forse restituirò
al mio freddo corpo
la pietà nascosta
che si trascina come un verme
nell'amata alcova
in cui splende l'uragano.
Ancora merletti e pizzo
in questo viaggio ormai finito
in cui si confonde l'abominio.
Tu lo sapevi Morte ingrata!
Nel tuo specchio
il mio riflesso ormai si spegne.
Svanita è ormai la scintilla del domani.
Sapevi che la mia innocenza
può essere l'Inferno!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
Commenti (1)
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carla composto21 ottobre 2012
la nostra esistenza trova completamento nella morte... versi incantevoli velati di tristezza ma anche di verità assolute... elegantemente scritta , letta con estremo interessa...
