Un giorno
Ti scrivo
dalle bianche scogliere di Dover,
alla fine dell'incubo
nell'aria appesa di questo nuovo giorno
-così lucida da sembrare tinta fresca
al sole-.
Dove appena spunta la luce
dietro le spalle delle ombre nere
che nascondono i ricordi
-mentre io non scordo il tuo nome di ieri
riemersa da un tragitto d'un mai sorto:
ti scrivo e ti dico che cavo
un lento vento di pace
tra i miei capelli
alla brina di un augurio
nel traghetto del tuo mal torto-.
E le parole
spero che da lì
tu possa vederle un giorno,
in questo nuovo abbaglio
tutt'attorno.
©
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