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Sociale 24 febbraio 2007 · lettura 1 min · 3810 letture

Noi di Mesopotamia

O
Oliviero Angelo Fuina 233 poesie pubblicate
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Lastre d'ardesia sui bagliori all'orizzonte e il lugubre brontolio di morte cadenza i nostri passi incerti; i nostri cauti sguardi rimbalzano, grandi, fra bancarelle scarne ___________________ e strade di giungla. Noi di Mesopotamia, di fragile Torre già padri Babele di mondi distanti, altre torri cadute paghiamo; noi acari infiniti, confusi nello sporco tappeto civile fra divini pretesti, battuto, fra mediatici rulli, lavato. E l'irato dio Caino_________ d'acerbo grano raccoglie messi con il sangue fraterno irrigato come piene del Tigri, di Marzo; cadon teste, si badi, infedeli, ostaggi di un credo accecato e la morte s'innalza a vessillo per noi che la vita chiediamo. E l'altro dio straniero_____ spalanca, inconsistente, le porte e gli spifferi d'aria corrotta già sollevano dubbi e rimpianti. E il nostro dio distratto,_____ dal Tigri e l'Eufrate solenni, accoglie, sordo, il pianto per i nostri figli dispersi accoglie, muto, le membra dei nostri figli, a terra, sparse.
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L'abbandono di un popolo.

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Oliviero Angelo Fuina
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Commenti (9)

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A
Almina24 febbraio 2007

Un gradino più in alto... di tanti... da Almina.

Leaf24 febbraio 2007

un grande testo, per un significato profondo..”Babele di mondi distanti, altre torri cadute paghiamo”... Non credo che si discuta di fede, . quanto di come ogni sporca guerra di fede sia allucinante e inutile... soprattutto se la fede (o la giustizia unilaterale) è solo una scusa per ben altri interessi... Ma forse è solo una mia interpretazione ”politicamente scorretta”... che poco ha a che fare con la poesia... E io sono poeticamente ammirata

G
Grandesempre Giorgio24 febbraio 2007

Le qualità dell'autore non si discutono, struttura e forma ineccepibili, parole cariche di significato e intensità, sul pensiero invece non condivido, ognuno ha un'idea personale!

D
Daniele Piredda24 febbraio 2007

Sempre incantato dal tuo estro, anche qui, dove vien fuori, leggendo, tutta la mia scarsa conoscenza... anzi, ignoranza (visto che le cose hanno un nome, usiamoli! )

C
Chris24 febbraio 2007

... l’ardesia e la distrazione di Dio hanno generato sulle colline dove s’aggira il tuo destino di Poeta un grido di dolore che percuote ogni millimetro della nostra coscienza... un’infedele ammirazione nutre questo commento... GRANDE OLIVIERO!

Massimo C25 febbraio 2007

Eccellente componimento che sviscera sapientemente il dramma di un popolo abbandonato a sè stesso per l'altrui ingordigia.

Pino Penny25 febbraio 2007

”cantore”melanconico e realista su tutte queste brutture, che ”l'uomo”crea nella sua ottusa cocciutaccine, aggiungendo danno a danno... rovina a rovina. Gli artisti ascoltano grida sorde per chi del potere e dell'egoismo fà la sua ragione di vita.Ma... verrà il giorno dei limoni neri per tutte le ingiustizie (ormai troppe) Con incondizionata ammirazione da un amico. Oly, pino

Nunzio Buono25 febbraio 2007

Le tue parole s'aprono al divagar... e sentieri divideranno acque... e l'uomo coprirà la morte con la morte...

Zima26 febbraio 2007

cosa mi ero persa? . . . un’opera d’arte come poke! hai dato voce ad un popolo interpretandone il pensiero... hai usato parole arcane e le hai messe insieme con maestria... scene crude, xkè solo a questo porta la guerra, che sia crociata di fede verso il Dio del cielo o il DioDenaro... bellissima come sempre!