Canto d'Addio

Amante desideroso di voglie,
vuoi incontrarmi?
Vuoi farmi sprofondare
in un vortice di voluttà vertiginosa?
Oh amico ingrato:
preferisco sguazzare in uno stagno
di fango e vermi,
piuttosto che ritornare nel tuo freddo letto,
più freddo di una bara.
Morto dentro più della Morte stessa!
Il tuo falso regno è destinato a crollare
nell'inferno da cui è emerso,
e tu con esso.
Non potrai mai intendere
il linguaggio della mia anima,
né mai donarmi il piacere spietato che cerco.
Solo chi è selvaggio può corrermi accanto,
non chi detiene il vuoto.
Non puoi più insidiarmi
con la finta galanteria che ostenti,
né mai m'introdurrai
nella tua collezione clandestina di puttane antiche.
Vedi idiota?
Ti creo il verso prodotto del caso
rigettando, così,
l'acqua nel mare del tuo fallimento.
Oh parole sinistre,
adorate repliche della mia anima,
vi sono fedele come un cane
mentre carico d'addio
s'eleva il canto.
Lascia pure che il silenzio
compensi questa mia atroce vendetta.
Lascia solo il silenzio del nulla,
che vale più d'ogni altra cosa!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
Commenti (2)
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angelo blu27 ottobre 2012
quando l'amore fa male anche il ricordo ha il sapore del nulla... complimenti bellissima lirica
Francesco Rossi27 ottobre 2012
In versi un urlo consapevole, ribellarsi verso chi usa i sentimenti in maniera e modo indiscriminato per soddisfare il suo ego. Un verseggiare forte, quasi una denuncia: composizione aperta all'universo percettivo del lettore.

