Di fronte allo specchio

Vedersi il proprio riflesso
ogni mattina a viso
fresco. Scorgere un essere,
e l'anfora greve sulle vecchie
spalle. Fronti solcate, pelle
afflosciata, fugaci guizzavano
gli occhi in questo viso
sgualcito di forti
occhiaie.
Un fanciullo
invecchiato scoperchiato.
Giocano i bambini fuori
e bisbigliano voci
stridule. Gocce
rigano le deluse guance.
Fortemente
stanca è la vista che si subissa
in quelle fosse
del vespero ogni
mattina. Un fiotto di parole
scoppietta, un gorgoglio
arriva adusta in bocca.
Odore di umidi fiori
e cera sciolta ancor
calda. Una
giovane magrolina in vestaglia
ora in piedi sulla
porta a stento e sbirciava,
davanti a un rubinetto
mentre la sua brocca
ora lentamente
si riempiva.
Mentre fresca l'acqua scorre
fra le dita
Fugge da noi pur ora
fra gli sterpi e le foglie morte
la Vita.
Ogni giorno che passa
assomigliamo
di più
al cadavere rifiutato
che siamo.
©
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