Sabbia rosa

Ci son ricordi che non muoion
neanche se li ammazzi
la sabbia rosa del non incontro
del saluto un po’ vivace
quello della partenza
m’ha sfregiata,
un po’ così,
teneramente il cuor.
Bambini eravam per scacciar via la tempesta
con giochi di mani
e soffi di cuccioli polmoni
noi facevam ritornar il sole.
Schizzi di mare bluastro
mi riempivan gli occhi
sapevo pianger per finta
or sol per davvero.
La sabbia rosa che plasmavamo
diventava giocar di fantasia
le fessure delle mie unghia riempiva.
Or che siam vissuti
il piccolo non capiam più
di vizi e nevrosi siam sopraffatti
ed il riso?
Si quel riso che ci soffocava,
l’allegria dell’ubriachezza sobria
l’abbiam persa.
Adulti noi siam
ma che più saggi da infanti eravam.
Mi astengo dal voler crescer
mi aggrappo con giovinezza
alle caviglie di Peter Pan
che mai vorrei uscir dal vortice colorato
io bambina resterò
per poter goder ancor di leccornie e caramelle
tra le gioie devastanti di menti immature
voglio goder del mio stato di incoscienza
per riempirmi lo stomaco di vita.
Il folletto malizioso
sporca la mia tutina di vernice
lo guardo e rido
andiam via giocando,
da adulta le botte gli avrei dato.
©
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