Lento
Turbinio affranto
confessioni spericolate
orgoglio riemerso da
assonnati paradossi.
Parlo da solo
in una cascata di bagliori ripugnanti
in una fucilazione di massa
lungo l'idolatria insulsa di una
cavernosa maldicenza.
Oleoso sopraggiungere di nuovi
scenari
ossidazioni di vecchie ferite
radiazioni da concepimento
idee sconcertanti in un interiore
black out della memoria...
cenere da funerale
indenne sferzata di parole ormai dismesse
olocausto di talenti da genuflessione
roboante inutile bombardamento di sensazioni
...mi manchi tepore da
ubriachezza... odore marciscente di una morte
prematura.
Andiamo lontano
oltre questo orizzonte inutile
al di fuori di una festa che non ci diverte...
ecco il baratro... adesso.
©
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