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Impressioni 9 novembre 2012 · lettura 1 min · 1242 letture

Le raccoglitrici d'oliva

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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al sorriso della bianca aurora all'ora che il gallo salutava il dì s'aprivan gli usci dei casolari e le raccoglitrici dell'oliva vestite con stranezza singolare si chiamavan a vicenda. S'adunavan poi con dolce chiacchiericcio nella piazza del paese, a frotte avanzavan cantando verso la collina nella nebbia immersa e lì rimanevan fino al tramonto le bacche della divina Athena a raccattare. Duro il lavoro: a due braccia protendevan le mani sovente dalla brina intirizzite, a raccoglier velocemente il frutto da riporre nella borsa. La stanchezza annullavan coi loro canti nell'aere a spargersi come festosi inni al sole. Ed ora che più non s'odono quei canti, tutto tace dal piano alla collina... le raccoglitrici son sostituite da macchine a scuoter gli ulivi... immensi teli raccolgono le oleose bacche. La terra genitrice si dispera pel triste scempio dell'agricoltura ormai sconvolta nelle sue strutture opere pazienti dei vetusti padri... solo desolati, miseri campi restan dalle malerbe oppressi di tristezza.
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Commenti (15)

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Idalgo Visconti9 novembre 2012

Un quadro che suscita la nostalgia di quei tempi in cui la maunualità creva un fascino alle cose... insieme al lavoro... Bella redatta con stile ed eleganza... Sempre

Paola Vigilante9 novembre 2012

Versi che sembrano dipingere un quadro d'autore. Dovizia di particolari che fanno immergere il lettore nella storia che quasi par di viverla. Ogni volta resto stupita per la straordinaria capacità dell'autrice nel descrivere situazioni, luoghi, persone. La poesia fa anche molto riflettere sui cambiamenti a cui ci sottopone l'eccesso di tecnologia a nostro discapito, che ci ritroviamo a perdere valori e usanze più naturali e care ai nostri avi. Molto piaciuta.

Giuseppe Boccanfuso9 novembre 2012

I tuoi versi sono pennellate d'autore, riesci sempre a donare un'emozione nuova ed entri direttamente nel cuore del lettore, una visione logica quanto triste di un progresso che "mangia tradizioni e sputa solitudine"...FENOMENALE.

Pierangela Fleri9 novembre 2012

Come sfogliare immagini di ricordi, con accuratezza descritti da una nostagica sagra. Quando il duro lavoro era mitigato dai canti, da comunione e suoni soavi. Apprezzata moltissimo, una nuotata nel mare dei ricordi

Alberto De Matteis9 novembre 2012

Tante emozioni nel leggere e rileggere questa bellissima lirica in cui la Poetessa descrive in maniera dettagliata e poeticamente eccezionale il duro lavoro delle raccoglitrici d'olive di tanti anni fa e che io ho indelebile nella memoria. Poesia molto piaciuta e merita un plauso speciale. Complimenti. Segnalo e conservo.

L
Loreta Salvatore9 novembre 2012

Una poesia che coglie impressioni di paesaggi incontaminati e ricchi di tradizioni. Caratteristiche che rischiano di scomparire a causa delle trasformazioni sociali e dello scempio contro la natura. Opera intensa che fa riflettere col suo messaggio forte.

Emanuele Martina10 novembre 2012

tanta fatica ma una vita migliore, più leggera, meno stress, meno complicazioni, splendida lirica, complimenti, sengalo e conservo

Sara Acireale10 novembre 2012

La fatica era tanta, il lavoro durissimo ma le raccoglitrici d'oliva avevano il cuore lieto e mentre raccoglievano olive intonavano dei canti popolari... Immagini vivide, mi sembra di vederle queste donne mentre faticano e cantano... Oggi è tutto cambiato... spazzato via dalla tecnologia e un pizzico di nostalgia assale la Poetessa...

EnzoL10 novembre 2012

un bellissimo affresco, che mescola immagini familiari, dolci ed antiche ogni cosa s'evolve, non sempre in meglio ottima

P
Paolo Morganti10 novembre 2012

Bucolica dal fascino antico, evoca il lavoro nei campi, la natura che offre frutti meravigliosi e l'allegria di svolgere lavori manuali duri in simbiosi con la natura stessa senza causare scempi. Ottima la scelta di un bel tema e bellissimo svolgimento poetico.

antonio gariboli10 novembre 2012

Ho vissuto tutto quel da farsi ed un tuffo al cuore non poteva mancare ora che non posso più andar tra le foglie e raccogliere quel frutto prelibato. Si rideva, si scherzava e ci si divertiva quella si era vita. Bellissimi ricordi e tanto dolore per quelle povere piante oggi così brutalmente scosse. Grazie per questa lirica che conserverò tra le cose care.

Giacomo Scimonelli11 novembre 2012

la riflessione dell'Autrice non può che non essere condivisa... oramai le ''macchine'' stanno sostituendo l'uomo e la donna ... anche nei campi si spegne quel tocco di magia che solo esseri umani potevano portare... versi intensi ed immagini suggestive

Paola Galli11 novembre 2012

cambia tutto in questo mondo!! tutto diviene meccanico opera di macchine che lentamente stanno sostituendo l'uomo! e il cuore dov'è?? non c'è quasi più in nessuna cosa ormai, ed anche i lavori più umili ed utili legati alla natura, alla terra una volta erano motivo di allegria, di unione, di condivisione!! oggi ci rimane solo il nostro misero orticello dal quale non mettiamo fuori il naso!! e tutto tristemente tace...!! riflessione condivisa e molto profonda!!

Fiammetta Campione11 novembre 2012

Con belle immagini e tocchi sapienti l'autrice ci riporta indietro nel tempo, quando la vita era più semplice e la fatica passava cantando. Ci sono molti (non faccio nomi) a cui farebbe molto bene un po' di lavoro manuale e di fatica, per riacquistare un po' di realismo e di umiltà. Sottoscrivo, graditissima lirica

carla composto12 novembre 2012

ricordi nostalgici che arrivan da lontano a quando gentili creature regalavano alla terra il lavoro delle loro mani con amore ...oggi tutto questo non esiste più... la poetessa ci ripropone un quadro bucolico ed agreste molto bello ed apprezzato ...sempre brava e sensibile...