Sfiorarti

Sfiorarti si, fin dove il tempo ha il limite
strappare poi l’imene per superare "l’oltre"
e poi sfiorarti ancora, fin dove le mani attonite
scivolano lentamente scorrendo tra pieghe ripide.
Sfiorarti dove il gemito, smaschera l’intenzione
e dove il caldo fremito rabbrividisce i sensi
dove si scioglie e gocciola, il siero dell’’attrazione
e viene implorato ancora per sete dei tuoi consensi.
Sfiorare il corpo nudo e privo d’ogni suo scudo
come finestra aperta davanti all’immenso mare
attendere l’istante in cui, col suo intenso richiamo
annuncia prepotente l’esploder del piacere.
E poi sfiorarti dopo, quando le membra esauste
sprofondano sopra i rasi ancora inumiditi
rimpiangere il "non detto" e le obbligate soste
perché non abbiano quiete. i nervi irrigiditi.
Sfiorare le labbra morbide, impregnate dai nostri aromi
che si mordono l’un l’altra in cerca della passione
perché dopo aver gustato, il succo dei nostri pomi
aspettano un’altra lacrima pianta dall’emozione.
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