Immane tregenda
Orda caotica dell'umana
gente siete forse speme?
Forte l'un di subalterni cinto esulta
Sprezzante l'altro sulla scena irrompe
Fiero, infin, ruggisce un altro ancora
ma dentro Viltà siede sopita
e sciolto il gruppo si risveglia:
torna mansueto, codardo e inerme
ciascun dei compagnacci.
Ma l'umana gente alla forma
si limita e all'aspetto,
trasuda ammirazion guardando
passare la schiera compatta,
ma conosce forse l'essenza
vera e unica dei venerati?
La Natura solo di occhi per
veder le stelle, la Luna e 'l Sole,
ogni mirabil spettacolo e mostro
dal Creato offerto, ci dotò.
Ma l'anima dell'animal
prescelto, sol quella
non ci permise di vedere,
forse per pietoso affetto.
Vision di morte, sofferenza e dolor
offre l'anima straziata.
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L'autore
Alessandro Accorinti
Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.
Commenti (1)
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Francesco Rossi11 novembre 2012
La codardia del singolo quando non è in gruppo verseggiata finemente e con assoluta eleganza dal poeta che leggo x la prima volta.
