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Riflessioni 12 novembre 2012 · lettura 2 min · 1104 letture

Quello che sappiamo da sempre

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Alessandro Accorinti 38 poesie pubblicate
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I giorni sono accompagnati dal silenzio: è triste accorgersi che non hanno più nulla da raccontare. Dove è celata la vitalità che ha plasmato l'uomo e lo ha definito tale? Forse siamo marionette cerulee mosse dal vento o dalla sabbia da una divinità capricciosa o da un gatto giocherellone. L'anima è guscio vuoto e amorfo. E amorfo è il nostro volto, amorfe le nostre mani. Il cuore è spento e sopravvive solo per forza d'inerzia O per qualche legge fisica imposta dalla natura... Automatismi di latta trascinano il cervello verso l'oblio, verso l'immobilità, verso il nulla. Siamo macchine generate dalla paura della vita, dalla paura di sbagliare. Siamo stelle opache, torrenti prosciugati, fuochi giallognoli e moribondi, siamo leoni spauriti che aborrono il sangue, volpi ingenue e conigli testardi, siamo aquile spennate e timidi falchi, lepri lente e assonnate per la noia che ci avviluppa, per la noia che noi stessi e la nostra apatia resinifera abbiamo generato, siamo assi di legno piallate da falegname inesperto, siamo ferro avvolto dalla ruggine del tempo e dello spazio che sentiamo estranei, della storia e della cultura che sentiamo nemiche. Siamo squali sdentati, vipere svelenite ma gravide di un male peggiore, astiose e vendicative. Pregne di un odio secolare contro l'umanità, contro la vita. Siamo mosche intrappolate da tele damascate dal fato oppressivo e tirannico. Siamo crisalidi mai sbocciate e la nostra anima è relegata in un corpo che la rifiuta e la denigra, che la opprime e si rifiuta di esaudire i suoi umili desideri di libertà. Siamo spazzatura e la noia ci spazza via senza remore come un netturbino famelico e cencioso
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L'autore
Alessandro Accorinti

Nasco il 10/07/1994 a Vibo Valentia. Vivo a Pisa e scrivo poesie da quando avevo circa 14 anni.

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