Caro Gesù bambino

Ricordo ancora ogni parola
che all'improvviso sboccia sulle labbra
e scioglie i nodi al cuore,
semi vecchi di decenni
serrati e intrisi del mio pianto
sì lontano l'eco di quel canto
eppure è qui
nel seno stanco
deluso e irato con la vita
per me, non tanto
di più per gli innocenti travagliati
caduti come petali di giglio
ognuno è figlio,
di quante gambe o zampe l'hai creato
piange
inascoltato
e quel dolore mi corrode l'anima e la mente
da allora, ch'ero bimba
e ti cantavo
mio piccolo Signore
a braccia tese nella paglia
chiamando a te il tuo popolo d'amore
ognora veglio
le notti e le giornate senza sole
sulle miserie amorfe
private di respiro e volto
che mi tracimano dagli occhi
quanti colori persi
sotto la coltre d'acqua e fango
e le macerie d'una terra miscredente,
odore di terrore
che all'alto dei cieli non arriva
dell'alba dei miei anni
che tornano a intonare questa prece
caro Gesù
ascolta il vuoto che rimane,
gorgo di pena
nelle membra
di chi non ha più lacrime da offrire.
©
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L'autore
Kiaraluna
Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res
Commenti (2)
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Enrico Baiocchi14 novembre 2012
Un grido stanco ed angosciato, una preghiera accorata e di ribellione alla insensibilità alla stoltezza ed indifferenza umana, la voglia di tornare bambina e credere che l'amore possa in tutto anche ad asciugare lacrime che non escono.
Francesco Rossi15 novembre 2012
Una bellissima poesia dove la dolcezza si mischia a un grido soccorittore scritta con devozione e attenzione.


