La tua felicità
Se vuoi farmi morire
se è la tua felicità,
sarò felice di non morire per te
voglio vivere senza vederti ne sentirti
ma se è la tua felicità
sarò contenta di non averti più
maledicendo quella vita che mi hai fatto conoscere tu.
Ora posso morire coi tuoi colori sgargianti
con le ossa avvelenate
dalle tue repressioni,
è la tua felicità
non sapere che il dolore fa parte della vita
senza vergogna.
Ora posso morire e vivere, per me?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Simona Scudeller28 febbraio 2007
”Ora posso morire e vivere, per me? ” Dopo la rabbia della consapevolezza domanda lecita. br Molto bella...
Giovanni Monopoli28 febbraio 2007
con ribollente rabbia si estende una infelicità alla quale l’autore vuole fuggire per poter in libertà vivere... testo che ripercorre nel dolore amara verità alla quale a volte non ci si vuole slegare...
Triste28 febbraio 2007
Parole taglienti... urlate con rabbia... e la domanda finale... che non attende risposta, forse perché scontata: SI, ora vivi solo per Te. br Molto bella.
Cristina Khay28 febbraio 2007
Scusami ma trovo delle contraddizioni nel testo e faccio fatica ad entrarci... forse è troppo elaborato nel concetto... evidentemente è un mio problema visto che nessuno degli autori precedenti l'ha notato.



