Nella tempesta
Eran le mani fredde come di ghiaccio
sul mare che forte urlava la sua rabbia
vento e schiuma a sferzar le onde
e nuvole sconvolte ad aggredir la sabbia.
Soli sconosciuti siam rimasti
nelle tempeste mute di speranza
spenti raggi vuoti di calore
inutili carezze a fiori affranti.
Fredde le mani strette sul timone
e gli occhi attenti a leggere le stelle
l'approdo alfin raggiunto con affanno
tra ali di gabbiani a circuir lo scoglio.
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L'autore
Carmelo Salvaggio
Sono Carmelo, sono nato il 15/11/1949 a Canicatti'(AG) e vivo ad Aprilia (LT). La mia formazione e' umanistca e non pongo limiti al desiderio di conoscenza. I miei principi sono i sani principi della mia generazione legati alla famiglia, al lavoro, alla fede ed alla tradizione ma mi riconosco anche un certo spirito c
Commenti (1)
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Melina Licata20 novembre 2012
Non è facile impresa navigare un mare tempestoso, superare le intemperie della vita ed arrivare alla mèta se non si è supportati da un po' di speranza... sono versi bessissimi e molto profondi... Complimenti!!
