La Peste Bianca

Campane stridenti
rintoccano
con singhiozzi ubriachi,
la mia marcia funebre
errante nell'atroce coscienza.
M'insulto ancora amandoti!
In quei fitti rantoli,
in risposta ad echi vibranti,
ritrovo la mia unica dimora.
Amarti senza patria
e senza stelle,
questo è il mio umile destino?
Questa tua incurante metamorfosi
pesa come un nero coperchio
sull'anima mia,
in preda all'ossessione.
La "Peste Bianca"
ti divora,
come un verme
aborrito dalla luna.
Stanco è il mio passo
che tramonta
come un sole morto.
Conosco già la fine:
l'unica sorte, tra sforzi immensi,
sarà rinascere ancora
dopo aver amato inutilmente
compagni di putrefazione!
©
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L'autore
Eleonora Strazzante
Dott.ssa in psicologia clinica e poetessa simbolista-decadente. Amante della letteratura francese ottocentesca, i miei scritti traggono ispirazione da Baudelaire e i poeti maledetti. Nelle mie poesie,ricche di figure retoriche, sperimento l’ambiguità e la contraddizione attraverso una potente fusione tra passione e or
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